
Lettomanoppello. “Non importa cosa diventerete da adulti, campioni di Serie A, dirigenti, amministratori, quello che vi resterà nel cuore sarà il rapporto straordinario con i compagni di spogliatoio, con i quali avrete condiviso gioie e dolori, delusioni e vittorie e sarete quei volti che riconoscerete tra mille ogni volta che tornerete nel vostro Paese, a Lettomanoppello. Sono quelli i rapporti che dovrete saper custodire e conservare”.
Sono state le parole con le quali il campione della Nazionale Gigi Buffon ha salutato il pubblico delle grandi occasioni arrivato a Lettomanoppello, alle pendici della Maiella, per la grande Festa per gli 80 anni della Scuola Calcio Lettese. Presenti insieme a Buffon il primo Vicepresidente della UEFA Gabriele Gravina, e le massime istituzioni del territorio, con l’onorevole Luciano D’Alfonso, il sindaco Simone Romano D’Alfonso, il Presidente del Consiglio comunale Luca Addario, il consigliere delegato allo Sport Tino Di Pietrantonio, il Consiglio comunale, il Presidente della Scuola Calcio Massimo Di Renzo con tutto il Direttivo
A ospitare la prima parte della manifestazione è stato lo Stadio ‘Di Pietrantonio’: spalti gremiti degli allievi della Scuola Calcio che hanno applaudito l’ingresso in campo di Buffon, accompagnato dalla moglie, la giornalista Ilaria D’Amico, e di Gravina con la compagna Francisca Ibarra, per un momento volutamente riservato ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie “che – hanno ricordato amministratori e Direttivo – sono la vera anima della Scuola Calcio Lettese, sono coloro che ci hanno aiutato a scrivere le pagine dei primi 80 anni di storia della nostra istituzione che si è posta da sempre la mission di sostenere la crescita delle nuove generazioni, di prenderli per mano da piccoli e accompagnarli nel proprio percorso di sviluppo, di maturità, utilizzando lo strumento dello sport che è scuola di vita e di valori come la solidarietà, il sano agonismo, la giusta competizione, la fratellanza e lo spirito di squadra. E per questa stessa ragione la Scuola Calcio Lettese ha la caratteristica specifica di essere gratuita per i tesserati dai 6 ai 14 anni, una scelta di campo proprio per incentivare la pratica sportiva tra i bambini e avvicinarli a un’attività agonistica senza gravare sulle famiglie”.
“Oggi per Lettomanoppello – hanno aggiunto il sindaco D’Alfonso e gli amministratori – è sicuramente una straordinaria giornata di festa, arricchita dalla presenza di due autorevoli personalità, un campione del mondo come Gigi Buffon e il Vicepresidente UEFA Gabriele Gravina, già Presidente emerito della Federazione Giuoco Calcio, due istituzioni che il mondo dello sport ci ha invidiato per compostezza, per postura, per rigore e valore. Ma è soprattutto la festa di una intera provincia che celebra la solidità e la validità di una compagine, come la Scuola Calcio Lettese che ha saputo attraversare 80 anni senza mai cedere di un passo, attraversando momenti difficili e gioie, e restando sempre un importante punto di riferimento per il territorio”.
Al campo i due ospiti hanno accompagnato il gioco dei ragazzi, improvvisando, tra gli applausi e il tifo, tiri in porta e parate, per poi procedere con l’intitolazione dell’area del campo riservata all’allenamento dei portieri a ‘Gianluigi Buffon’, con la targa scoperta dal campione stesso.
Subito dopo tutti in Largo Assunta per la passeggiata dei due ospiti con i bambini della Scuola Calcio Lettese fino a piazza Umberto I per il talk con il pubblico accorso ad assistere all’evento
Dopo il saluto del sindaco D’Alfonso e del Presidente della Lettese, la parola all’onorevole Luciano D’Alfonso che ha promosso la presenza dei due ospiti a Lettomanoppello: “Io dico che il tifo è il contrario dell’indifferenza, una malattia che Italia ed Europa hanno conosciuto. Il secondo dato che voglio sottolineare è il lavoro: se la scuola calcio di Lettomanoppello è vigorosa la ragione prevalente è la bravura dei dirigenti e l’idea dei genitori che hanno aiutato l’esperienza nel prendere il tempo libero e nel donarlo. Terza questione: a 2.305 km da qui c’è la guerra, a Kiev, se al posto della guerra gli adulti pensassero a coltivare lo sport avremmo la pace. La missione dei Giochi del Mediterraneo non era la vendita di maglie o la pubblicità, ma il successo della gestione è stato quello di promuovere la pace e a Lettomanoppello abbiamo bisogno di eventi che mettono insieme le persone. Infine dobbiamo fare sì da onorare i nostri avi, negli anni ’50 se non avessero avuto la passione sportiva sarebbero stati sopraffatti dalla rabbia della tragedia di Marcinelle. La venuta di Buffon periodizzerà il prima e il dopo a Lettomanoppello; Buffon è venuto grazie a Gravina che c’ha messo il suo tempo e per questo dobbiamo nutrire il sentimento della riconoscenza”.
“Quella di Lettomanoppello è una bellissima testimonianza di aggregazione di una bella dimensione dello sport – ha detto il Vicepresidente Gravina -. La socializzazione, è importante e quando un paese dedica tanto tempo e utilizza lo sport come strumento educativo non lavora per creare una squadra forte, ma sta lavorando per creare un futuro alla comunità, un futuro roseo, per costruire, creare, educare, formare gli uomini della comunità. Io credo che l’istituzione calcistica, come le altre sportive, devono essere impegnate a far sì che il calcio possa essere un baluardo della socialità, portando avanti il progetto di istituire una certificazione di qualità delle scuole calcio. La Scuola calcio lettese che è gratuita per i bambini dai 6 ai 14 anni è un esempio, un modello”.
Parlando del calcio italiano, Buffon ha affermato che “in Italia dobbiamo ritrovare il coraggio di investire sui ragazzi, sui giovani, non possiamo darli all’estero e poi, quando dimostrano di essere campioni, li vogliamo riprendere, così è troppo facile, e non significa essere bravi dirigenti. Il calcio come tutto lo sport, specie di squadra, mi ha insegnato una grande cosa: riconoscere merito e bravura anche degli altri
A chiudere l’intenso pomeriggio la consegna degli omaggi agli ospiti: omaggio floreale per la giornalista D’Amico e per la compagna di Gravina Ibarra; l’amministrazione comunale ha invece consegnato due Sculture in Pietra della Maiella a Buffon e al Presidente Gravina, mentre la Scuola Calcio ha consegnato due maglie della Lettese con i nomi degli ospiti, affidate alle mani dei bambini
Infine ultima tappa nella sede della Lettese Calcio per l’inaugurazione di una seconda targa per l’intitolazione della sede stessa a Gabriele Gravina, “al fine di imprimere nella memoria collettiva la giornata odierna – ha sottolineato il Presidente del Consiglio Luca Addario – e il messaggio che arriva dalla presenza di due autorità mondiali sul valore dello sport per la crescita sana dei giovani, sul suo valore profondamente educativo e formativo, e sulla necessità di incrementare gli investimenti sulle piccole società che, soprattutto nelle realtà e nei territori interni, rappresentano il braccio operativo delle pubbliche amministrazioni, ma vanno sostenute, accompagnate, supportate. Ottant’anni di storia di una Scuola Calcio non si improvvisano in un giorno, ma si sostengono con una straordinaria forza di volontà, tanto coraggio e la profonda convinzione di dare un contributo alla formazione umana delle giovani generazioni”.



