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Pescara

Chiude il Cas di Penne: oltre 100 ucraini ospitati in 3 anni

Penne. Ha chiuso ieri il centro di accoglienza Cas Collalto di Penne, che ha accolto oltre cento cittadini ucraini dal 2022 al 2025: una trentina quelli che, oggi, hanno scelto di rimanere nel territorio vestino

“E’ stato un momento toccante ed emozionante” racconta il sindaco, Gilberto Petrucci, che ieri ha incontrato e salutato gli ospiti in partenza oggi. Gli ultimi 14 cittadini torneranno in patria, altri andranno nelle strutture del Sistema di Accoglienza e Integrazione.

Tra 2022 e 2025 il Cas Collalto è stato “un presidio fondamentale per l’accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dal conflitto armato, all’interno di un sistema di risposta chiamato a coniugare tempestività, tutela delle persone e costruzione di percorsi sostenibili nel tempo”.

Il Comune di Penne ha voluto e sostenuto l’iniziativa in convenzione con la Prefettura di Pescara. “Il supporto dell’amministrazione comunale e la collaborazione con il territorio hanno trasformato un intervento emergenziale in un’esperienza strutturata e generativa – osserva il sindaco -. L’esperienza del Cas Collalto, che continuerà per altri tre anni a occuparsi di accoglienza di migranti in senso più ampio, può essere considerata virtuosa sia dal punto di vista umano sia come occasione di crescita per il territorio”.

In questi tre anni sono stati ospitati adulti, anziani, interi nuclei familiari, bambini molto piccoli e altri nati a Pescara. I rifugiati sono stati accompagnati nella comprensione del nuovo contesto sociale e culturale, nell’accesso ai servizi, allo studio, al lavoro. Accanto a permanenze molto brevi, legate a ricongiungimenti familiari o a scelte autonome immediate, vi sono state anche permanenze più lunghe, fino a 1.274 giorni.

Le 13 persone ancora presenti saranno a breve inserite nel Sistema di Accoglienza e Integrazione. Gli altri beneficiari hanno concluso il proprio percorso, alcuni attraverso una rinuncia volontaria all’accoglienza, nove mediante trasferimenti verso strutture più idonee a rispondere a esigenze specifiche.
Un dato significativo riguarda le scelte di vita dopo l’uscita dal Cas. Oltre un terzo delle persone ha scelto di restare a vivere nel territorio vestino, a dimostrazione “della capacità del territorio non solo di accogliere, ma di trattenere, offrendo opportunità, relazioni e condizioni favorevoli all’integrazione”.

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