
Pescara. “La maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale ha approvato un aumento della Tari da 1,5 milioni di euro, tra il 3% e l’11% secondo le fasce, un’altra stangata sui conti delle famiglie pescaresi – premette Enrico Di Ciano, consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra.
“Ma è l’ultimo capitolo di una storia che si ripete da anni: ogni volta aumentano i costi per i cittadini, e non i servizi. Anzi”, rincara la dose, “: sulla raccolta dei rifiuti è la stessa authority regionale Agir a giudicare il servizio non soddisfacente, con la differenziata ferma al 51,9%, sotto il 65% richiesto dalla legge, e la quota di rifiuti effettivamente riciclati crollata dal 34,3% al 27,8% in un anno. Nel frattempo, i lavoratori di Ambiente hanno proclamato lo stato di agitazione”.
“Ma la Tari è solo una voce”, insiste, “Per capire cosa significhi davvero, in concreto, nella vita di una famiglia pescarese, basta fare due conti dei rincari della giunta Masci: una famiglia con due figli alle scuole dell’obbligo, un Isee di 22mila euro e un abbonamento mensile ai parcheggi a strisce blu. Secondo i nostri calcoli, sulla Tari, con l’aumento approvato, la bolletta media familiare sale tra 11 e 40 euro”.
“Sulla mensa scolastica dei due figli, la retta è passata da 148,40 a 166 euro al mese: 17,60 euro in più ogni mese, che nei dieci mesi di scuola fanno 176 euro in più in un anno – dice Giulia Mistichelli, segretaria del circolo di Pescara di Sinistra Italiana -. Sul parcheggio, l’abbonamento mensile costa da dicembre sei euro in più: 72 euro in più all’anno. Messi insieme, per questa famiglia il conto è tra 259 e 288 euro in più all’anno, senza che in cambio arrivi un solo servizio migliore: né sui rifiuti, né sulla scuola, né sulla sosta. A questo si aggiunge l’aumento dell’addizionale Irpef regionale deciso dalla Giunta Marsilio per coprire il debito sanitario, che da solo, per un insegnante abruzzese, significa 252 euro in più all’anno”.
“A un pescarese non importa se ad aumentare è il Comune o la Regione: il risultato è lo stesso, ogni mese resta in tasca meno di prima. Non si può continuare ad alzare le tariffe una alla volta, senza mai un bilancio pubblico di quanto tutto questo pesa davvero sulle famiglie, e senza che i servizi migliorino di un centimetro – dicono ancora Di Ciano e Mistichelli -. Il 30 luglio, nel Consiglio comunale straordinario, l’amministrazione dovrà rendere conto proprio di questo: dei disservizi sui rifiuti, delle condizioni dei lavoratori di Ambiente, e di una gestione che in sette anni ha scelto sistematicamente di fare far west sulle bollette invece di risolvere i problemi. Saremo in aula per chiedere una visione integrata tra costi, servizi e lavoro, e un vero osservatorio comunale sul caro-vita”.



