
Sant’Omero. La Uil Abruzzo esprime preoccupazione per quanto emerso a Sant’Omero riguardo alla vicenda del lavoro nero nel bar del paese, a seguito dalle indagine della Procura di Teramo e condotta dai Carabinieri del Nucleo tutela lavoro e dal Nil.
“Anche nella nostra regione iniziano a emergere problematiche del mercato del lavoro che da tempo la nostra organizzazione ha denunciato anche attraverso la campagna nazionale NO ai Lavoratori fantasma.
Questo episodio segnala l’emergenza di porre attenzione sul tema della legalità nel mondo del lavoro dove crediamo ci sia ancora da fare.
A finire nella morsa dello sfruttamento, questa volta, sono lavoratrici e lavoratori in condizioni di forte vulnerabilità e bisogno economico, tra i quali figuravano anche minorenni e una giovane ragazza madre. Il personale veniva impiegato per sette giorni su sette, con orari prolungati spesso oltre la mezzanotte e a fronte di contratti part-time del tutto fittizi per una paga da fame tra i 3 e i 4 euro l’ora.
Questi lavoratori senza diritti, sfruttati in un contesto dove emergono reati di sfruttamento del lavoro e violazioni sulla sicurezza, sono persone che perdono la dignità.
Ringraziamo la procura di Teramo e tutto il nucleo ispettivo per aver attenzionato un tema di grande importanza e attualità nel mondo del lavoro. Ed aver interrotto le condotte illecite preservando al contempo i posti di lavoro. Il Gip del Tribunale di Teramo, infatti, ha applicato la misura del controllo giudiziario d’azienda prevista dalla Legge 199 del 2016.
Questa previsione normativa, che viene utilizzata al posto del sequestro dell’impresa per proteggere i posti di lavoro e salvare il valore dell’azienda, mentre un amministratore giudiziario aiuta a regolarizzare i dipendenti, riteniamo che sia la misura più adeguata per garantire la tutela delle maestranze coinvolte.



