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Teramo

Alba Adriatica, studente non sale sul bus. Le cose sono però andate diversamente

Alba Adriatica. Non sale sul bus che lo avrebbe dovuto riportare a casa, ma quello che sembrava essere un caso, anche grave, in realtà era una errata rappresentazione dei fatti.

La vicenda, che in queste ore sta animando le discussioni sui social, è stata raccontata dalla madre del piccolo studente, 11 anni, al primo anno della scuola media di Alba Adriatica. In realtà il caso, nelle ore successive, si è sgonfiato, anche perchè la versione inizialmente raccontata non era quella reale.

In pratica le cose erano andate in maniera diversa rispetto a quando scritto e raccontato.

La prima versione. La madre racconta di aver fatto regolarmente l’iscrizione al servizio scolastico e di aver versato la quota annuale.
Al momento di salire, racconta, gli è stato chiesto un tesserino (“che purtroppo non sapevo fosse necessario”) e il ragazzino non è stato fatto salire dell’autista della società che effettua il trasporto degli studenti.
Lo studente, zaino in spalla, ha percorso i circa 2 km che lo separavano dalla scuola ed è tornato a casa a piedi.

“Mi chiedo: possibile che, davanti a un bambino di 11 anni, non ci fosse una soluzione diversa? Se mancava un tesserino, l’autista avrebbe almeno potuto chiamare me, la famiglia, o la scuola, invece di lasciare un bambino fuori dall’autobus senza sapere cosa fare”, scrive la donna,
“Non sto dicendo che le regole non vadano rispettate. Ma credo che, quando si tratta di minori, la sicurezza e il buon senso debbano venire prima di tutto.
Mio figlio è orfano e ha soltanto me. Io ho il dovere di proteggerlo e di farmi sentire quando penso che qualcosa non abbia funzionato.
Per questo chiedo alla scuola Enrico Fermi, al Comune di Alba Adriatica e ai responsabili del servizio di trasporto di spiegare pubblicamente cosa sia previsto in situazioni come questa e perché non sia stata contattata la famiglia.
Non cerco una guerra. Cerco risposte e soprattutto voglio che una cosa del genere non accada mai più a mio figlio o ad altri bambini.
Chiedo anche agli altri genitori: è mai capitato qualcosa di simile ai vostri figli? Raccontatemi la vostra esperienza. Forse insieme possiamo capire se si è trattato di un episodio isolato o se c’è qualcosa che deve essere migliorato.
I nostri bambini hanno il diritto di tornare a casa in sicurezza”.

 

In realtà le cose stavano diversamente.

La stessa mamma, qualche ora più tardi, ha diffuso un nuovo post rettificando quando comunicato precedentemente, e chiedendo anche scusa.

La precisazione. Mio figlio si è avvicinato all’autobus e ha chiesto a un altro bambino cosa fosse necessario per poter salire. Il bambino gli ha risposto che serviva la tessera. Mio figlio gli ha chiesto se poteva salire comunque senza averla, e il bambino gli ha detto di no. A quel punto mio figlio si è sentito a disagio e ha deciso di andare via.
L’autista, quindi, non ha avuto alcun comportamento nei suoi confronti e non ha responsabilità per quello che è accaduto.
Mi dispiace profondamente aver raccontato inizialmente una versione diversa dei fatti e, soprattutto, aver potuto creare un’ingiusta accusa nei confronti di una persona che non ne aveva colpa.
La mia reazione è stata quella di una madre che, sentendo il proprio figlio raccontare una situazione che l’aveva fatto stare male, ha reagito d’istinto, spinta dalla preoccupazione e dal desiderio di proteggerlo. Avrei però dovuto prima capire con precisione cosa fosse realmente successo.
Chiedo quindi sinceramente scusa all’autista, all’azienda Marcozzi, alla scuola e a tutte le persone che hanno letto il mio precedente post.
Riconoscere di aver sbagliato è doveroso, soprattutto quando di mezzo ci sono persone che rischiano di essere giudicate ingiustamente.
Mi auguro possiate comprendere che dietro quelle parole non c’era la volontà di accusare qualcuno, ma semplicemente la paura e la preoccupazione di una madre per il proprio figlio.
Mi assumo la piena responsabilità della mia precedente ricostruzione e considero questa la mia doverosa rettifica.

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