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Chieti

Chieti, presentato il Piano pluriennale contro il dissesto idrogeologico: 73 interventi, per 122,3 milioni

Il Sindaco: "Una strategia organica per la mitigazione del rischio"

Chieti. È stato presentato questa mattina nel Foyer del Teatro Marrucino il Piano generale pluriennale degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico del Comune di Chieti e il ripristino del patrimonio pubblico, predisposto in risposta all’Ordinanza n. 1 del 16 giugno 2026 del Commissario Straordinario alla ricostruzione. Il Sindaco Giovanni Legnini lo ha illustrato insieme all’assessore ai Lavori pubblici Luigi Febo, al dirigente del Settore Carlo Di Gregorio, al funzionario Tommaso Colella e al professor Nicola Sciarra dell’Università “G. d’Annunzio”.

Il Piano comprende 73 interventi, per 129,5 milioni di euro complessivi: 22 sono già stati eseguiti o sono in corso di esecuzione, per 7,1 milioni già finanziati; 51 quelli più e importanti e qualificati che dovranno essere progettati e realizzati, per 118 milioni, la cui voce più consistenti riguardano la mitigazione del rischio idrogeologico: 19 interventi per 52,7 milioni. Per Santa Maria il quartiere al centro della strategia, sono previsti 9,05 milioni per le demolizioni, 20,26 per delocalizzare le tre scuole (Corradi, Della Porta e infanzia di via Arenazze), 7,68 per l’urbanizzazione delle aree di atterraggio e 5,76 per rigenerare e rinaturalizzare le aree liberate. A questo ai aggiungono il nuovo serbatoio idrico di via Fontevecchia (3,5 milioni) e il consolidamento del viadotto di viale Gran Sasso (4,1 milioni, di cui 1,2 già finanziati). Il piano ricomprende anche 5 interventi sulle reti di raccolta delle acque per 11,5 milioni e interventi di prevenzione su altre aree a rischio: i fossi Sant’Anna (7 milioni), Santa Chiara (13 milioni, con la bonifica dalle acque reflue) e Pila, il versante nord di Santa Maria, la Strada della Pace, due interventi su Madonna del Freddo. Altri 4,07 milioni sono destinati a studi e a una rete di monitoraggio permanente, anche con l’Università. Per gli ipogei del centro storico sono previsti 5 milioni, a partire da rilievi e indagini. I documenti di indirizzo alla progettazione saranno redatti entro tre mesi dall’approvazione, come previsto dall’Ordinanza commissariale. Per il Piano, redatto dal gruppo di lavoro composto da Antonio Longo (coordinatore), Nicola Sciarra e Massimo Mangifesta (Università “G. d’Annunzio”), Carlo Di Gregorio e Tommaso Colella, con la supervisione dell’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Febo, sarà costituita una struttura dedicata.

“Il Piano che presentiamo oggi è un documento organico fondato su un’approfondita attività di analisi e conoscenza, anche storica, geologica e geomorfologica, che individua gli interventi necessari per mitigare le situazioni di rischio, risanare, ripristinare, recuperare, ma soprattutto per prevenirne l’aggravamento, non solo per affrontare le emergenze o per riparare i danni – così il sindaco Giovanni Legnini – . L’area di Santa Maria rappresenta il nodo centrale del piano e degli interventi, ma sono considerate anche altre aree a rischio del territorio comunale, prevedendo inoltre attività di monitoraggio degli ipogei e misure di prevenzione strutturale. È stato svolto un lavoro tecnico di grande livello, per il quale ringraziamo gli estensori, l’ingegner Longo, il professor Sciarra, l’ingegner Colella e il dottor Mangifesta, che hanno messo a disposizione competenze e conoscenze indispensabili per costruire uno strumento serio e organico coordinato dall’assessore Febo e con l’apporto della struttura comunale. Il documento viene sottoposto al Commissario straordinario che dovrà a sua volta, ove condiviso, sottoporlo all’approvazione del Governo. Affronteremo il confronto istituzionale con spirito di apertura e siamo disponibili a esaminare con assoluta obiettività le eventuali osservazioni che perverranno, passaggi in cui intendiamo coinvolgere anche le minoranze consiliari, perché la sicurezza del territorio e la soluzione del dissesto idrogeologico riguardano l’intera comunità e non possono essere ricondotte a una sola parte politica. Parallelamente, continueremo a sollecitare lo sblocco del processo di ricostruzione e delocalizzazione che da troppo tempo attende i necessari passaggi amministrativi da parte del Governo, nonostante la disponibilità delle risorse. È un passaggio importante perché dotare Chieti di una strategia complessiva significa non limitarsi a intervenire quando il dissesto si manifesta, ma costruire le condizioni per prevenirlo e rendere più sicuro il territorio nel tempo”.

Sul processo di ricostruzione di cui è atteso lo sblocco dopo molti mesi, il sindaco ha espresso piena condivisione della posizione dei comitati, a partire dal superamento della sperequazione con altri crateri in merito alla misura del contributo per delocalizzare e ricostruire, fissato all’80 per cento, tema sul quale si chiederà il coinvolgimento dei parlamentari e di tutte le forze politiche. “Abbiamo lavorato con estrema celerità per consegnare entro il 30 settembre un piano puntuale, che conta 73 interventi complessivi, di cui 22 già eseguiti e 51 da realizzare, per un fabbisogno di circa 119 milioni di euro l’Assessore ai Lavori Pubblici Luigi Febo – . Il piano non si limita alla mitigazione del rischio, ma prevede la delocalizzazione di tre scuole, la riorganizzazione delle reti idrauliche, la demolizione di edifici privati e la rinaturalizzazione di aree urbane, trasformandole in spazi collettivi di aggregazione. Grazie al monitoraggio costante, che consideriamo il cuore della prevenzione, abbiamo ricostruito la fragilità del nostro territorio, segnato da una storia di criticità geologiche note fin dall’antichità e aggravate da un’urbanizzazione passata non sempre idonea. Oggi, con tecnologie avanzate, puntiamo a una gestione del territorio che eviti gli errori del passato e garantisca la sicurezza dei cittadini”.

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