Filcams Cgil Chieti: ‘Caro benzina, bollette, spese scolastiche e salari che non bastano’
"Dietro i numeri ci sono le persone"

Chieti. “Ci sono momenti in cui i numeri smettono di essere semplicemente numeri. Una persona su cinque in Abruzzo è a rischio povertà. Dietro questa percentuale ci sono persone che conosciamo, lavoratrici e lavoratori che incontriamo ogni giorno nei luoghi di lavoro, famiglie che arrivano alla fine del mese facendo i conti con ogni euro.
Il Report 2026 di Caritas Italiana racconta una situazione che non possiamo ignorare: la povertà diventa sempre più spesso una condizione che si protrae nel tempo. Crescono le difficoltà economiche, quelle legate alla casa, al lavoro e alla salute. Anche la Diocesi Chieti-Vasto ha contribuito alla rilevazione nazionale.
Ma dietro questi dati c’è qualcosa che ci preoccupa ancora di più.
Sempre più spesso oggi si può avere un lavoro e non riuscire comunque a vivere dignitosamente.
È questa la realtà che incontriamo nel commercio, nel turismo e nei servizi.
È la lavoratrice che fa poche ore perché il suo contratto è part-time involontario, ma vorrebbe lavorare di più.
È chi vive di contratti a chiamata e non sa quale sarà il proprio reddito il mese successivo.
È chi lavora nei fine settimana e nei giorni festivi e, nonostante questo, arriva a fine mese contando i soldi rimasti sul conto.
È una madre o un padre che si domanda come riuscire a pagare la bolletta, fare benzina per andare al lavoro e, contemporaneamente, sostenere le spese per la scuola dei propri figli.
Questa non è dignità. E noi non possiamo accettarlo.
A settembre le scuole riapriranno e le famiglie si troveranno davanti a nuove spese, libri, quaderni, zaini, trasporti, mense, attività sportive.
Nel frattempo il costo della benzina pesa su chi deve spostarsi ogni giorno per lavorare e le bollette continuano a rappresentare una delle voci più difficili da sostenere per i bilanci familiari.
E sappiamo bene che quando aumentano i costi di energia e trasporti il rischio è che aumentino anche i prezzi di beni e servizi.
Quanto ancora dovranno rinunciare le famiglie? Quanto ancora dovrà sacrificare chi vive del proprio lavoro?
Non possiamo accettare che una persona debba scegliere se fare il pieno alla macchina per andare al lavoro o pagare una bolletta.
Non possiamo accettare che lavoratrici e lavoratori siano costretti a chiedere aiuto per affrontare le spese essenziali.
Il lavoro deve liberare dalla povertà, non diventare una delle sue cause.
Per questo la Filcams CGIL Chieti non vuole limitarsi a denunciare.
Vogliamo reagire.
Vogliamo riportare al centro della discussione il valore del lavoro, il diritto a un salario dignitoso, il diritto alla stabilità, il diritto alla casa, il diritto a poter costruire una famiglia e un futuro senza vivere con la paura di non arrivare alla fine del mese.
Chiediamo il contrasto al lavoro povero, alla precarietà e al part-time involontario nella provincia di Chieti.
Chiediamo alle istituzioni di sostenere concretamente le famiglie, intervenendo sui costi della casa, dell’energia, dei trasporti, della scuola e dei servizi essenziali.
Ma soprattutto chiediamo che chi lavora venga messo al centro della discussione e venga ascoltato.
Non ci rassegniamo all’idea che essere poveri pur lavorando sia diventata la normalità.
La nostra battaglia è una battaglia per la dignità.
È la battaglia di chi apre un negozio la mattina, di chi pulisce un albergo, di chi lavora in un supermercato, di chi serve ai tavoli, di chi assiste le persone, di chi garantisce servizi ogni giorno.
È la battaglia di chi ogni mattina entra in una banca, in un ospedale o in una fabbrica per fare le pulizie, spesso prima ancora che inizi la giornata di tutti gli altri.
È la battaglia di chi lavora negli appalti, nelle mense, nei servizi di ristorazione, nella vigilanza e in tutti quei lavori indispensabili che troppo spesso rimangono invisibili, ma senza i quali aziende, ospedali, uffici e interi pezzi della nostra società non potrebbero funzionare.
Sono lavoratrici e lavoratori che meritano rispetto, diritti, stabilità e un salario che permetta loro di vivere dignitosamente. È la battaglia di chi lavora e chiede semplicemente di poter vivere del proprio lavoro.
Perché nessuno deve essere lasciato solo davanti alla difficoltà. E perché lavorare deve tornare a significare costruire un futuro, non soltanto riuscire a sopravvivere”. Si legge così in una nota della segretaria generale della Filcams Cgil Chieti, Daniela Primiterra.



