
Chieti. In un sistema sanitario sempre più complesso, la professione infermieristica è chiamata spesso a confrontarsi con la gestione dei reparti d’urgenza, a intervenire in autonomia sul territorio e ad assistere i casi più delicati. È in questo scenario in continua evoluzione che 83 studenti hanno conseguito la laurea in infermieristica all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, al termine di tre giorni di sessioni.
I nuovi professionisti hanno completato un ciclo di studi diviso tra la teoria in aula e la pratica nei reparti. Ora entrano nel mondo del lavoro. Il loro ingresso, tuttavia, avviene in un momento in cui l’organizzazione delle cure sta cambiando profondamente.
Lo spiega Giancarlo Cicolini, che presiede il corso di laurea dell’Ateneo abruzzese oltre all’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Chieti. L’infermiere resta una figura «di fondamentale importanza per il nostro Servizio sanitario nazionale», ma le nuove necessità sanitarie offrono oggi l’opportunità di arricchire questa solida preparazione di base con ulteriori specializzazioni. Per questo si guarda a un’evoluzione del modello di studi, con l’obiettivo di formare professionisti con competenze cliniche avanzate.
«Ad oggi – precisa Cicolini – la formazione prevede la laurea triennale e la magistrale a indirizzo manageriale-didattico e di ricerca. C’è tuttavia un recente decreto ministeriale che permetterà alle università di attivare anche le lauree magistrali a indirizzo clinico».
L’obiettivo sarà formare specialisti per l’area pediatrica, per l’emergenza-urgenza nonché per cure primarie e infermiere di famiglia e di comunità (Ifoc), fondamentali per potenziare le cure a domicilio e l’assistenza sul territorio.



