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Chieti

Confcommercio Chieti: ‘Saldi invernali al via per 60 giorni’

Marisa Tiberio: “E’ stato un anno difficile, urge revisione regole promozioni”

Chieti. C’è grande attesa tra i commercianti per l’avvio dei saldi invernali, in programma da sabato 3 gennaio e per una durata di 60 giorni. Le aspettative sono legate alla necessità di un rilancio dei consumi, utile anche a chiudere le partite con i fornitori che, sempre più spesso, diventano concorrenti diretti attraverso le vendite online, oltre che a recuperare un Natale caratterizzato da vendite al di sotto delle attese.

Attesa anche da parte dei consumatori. Secondo le stime di Confcommercio, la spesa media sarà di 137 euro a persona, pari a 303 euro a famiglia, coinvolgendo circa 14 milioni di famiglie in tutta Italia, per un giro d’affari complessivo di 4,9 miliardi di euro. Tuttavia, a frenare gli acquisti pesa la ridotta capacità di spesa delle famiglie, provate dalle festività natalizie e, più in generale, da un anno segnato da rincari diffusi e continui aumenti dei prezzi.

«Le svendite anticipate rendono sempre meno incisivo l’impatto dei saldi – sottolinea Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio Chieti e vicepresidente nazionale di Federmoda Confcommercio –. Per questo chiediamo una revisione delle regole sulle promozioni, affinché garantiscano concorrenza leale e pluralismo. È necessario anche posticipare di qualche settimana l’inizio dei saldi, pur mantenendo la data unica, così da poterli definire realmente saldi di fine stagione, accorciandone allo stesso tempo la durata».

Tra i settori maggiormente penalizzati dai ribassi anticipati c’è quello della moda, dove si moltiplicano saldi privati, pre-saldi, winter pre-sale ed exclusive sales, senza contare il Black Friday, che da singola giornata promozionale si è spesso trasformato in settimane intere di sconti nel mese di novembre.

«È stato un anno difficile, di quelli che mettono alla prova chi lavora “dietro al bancone”. La sfida del 2026 – conclude Tiberio – è contrastare la desertificazione commerciale, riconoscendo le fragilità dei territori ma anche valorizzandone le potenzialità turistiche, culturali e ambientali. Servono sostegni concreti ai negozi di prossimità e ai negozi storici, perché senza negozi le città diventano dormitori. È fondamentale inoltre una campagna di sensibilizzazione che vada oltre il semplice “compra sotto casa”, mettendo in luce l’impatto che le scelte di consumo hanno sull’ambiente e sulla vivibilità delle nostre città».

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