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Sciopero regionale del trasporto pubblico: ecco le ragioni

Astensione per 4 ore giovedì 8 gennaio

Abruzzo. Le segreterie regionali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FAISA CISAL proclamano ufficialmente lo sciopero regionale di tutto il settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL) per giovedì 8 gennaio.

La decisione nasce dalla profonda preoccupazione per le politiche di gestione della mobilità in Abruzzo e per il futuro dei lavoratori del comparto per una serie di questioni cruciali che allo stato attuale non trovano soluzione ne considerazione da parte
della politica della Regione Abruzzo nonostante il settore rappresenti la seconda voce di bilancio Regionale ed il comparto garantisca il diritto costituzionale alla mobilità come definito nell’art. 16 della Costituzione Repubblicana Italiana.

Al centro della vertenza, le organizzazioni sindacali pongono quattro criticità

1. Affidamento/gare TPL Regionale
Siamo fortemente preoccupati per il trasporto pubblico locale di questa Regione che vedrà un ulteriore banco di prova nei prossimi due anni con l’avvicinarsi delle gare ed i rinnovi “in house”. Siamo preoccupati per la mancanza di ogni discussione nell’alveo della preventiva concertazione di un evento che potrebbe ridefinire gli asset di una intera regione in materia di trasporto pubblico locale e, nonostante l’avvicinarsi della data di rinnovo, allo stato attuale nulla è stato posto in essere per fornire garanzie alle società interessate ed alle parti
sociali. Da considerarsi non più rinviabile il confronto visto che i contratti di servizio delle società
private scadono nel corso dell’anno 2026 e quello di tua nel 2027.

2. Tema sicurezza
Le organizzazioni sindacali regionali hanno più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla crescente insicurezza per lavoratrici, lavoratori e utenti, segnalando la necessità di misure strutturali quali telecamere e sistemi di videosorveglianza, presenza delle forze dell’ordine sulle linee più a rischio e formazione specifica del personale.
Iniziative sporadiche di alcune aziende rappresentano risposte ancora parziali e insufficienti rispetto alla dimensione del problema, e non colmano la totale assenza di un piano regionale organico di prevenzione e sicurezza per il trasporto pubblico locale.
La mancanza di provvedimenti regionali specifici lascia lavoratori e utenti in balia degli aggressori, creando un clima di tensione e insicurezza che grava quotidianamente su chi
opera e utilizza il servizio. Questo divario istituzionale e politico rappresenta una grave
omissione da parte della Regione Abruzzo, soprattutto considerando il ruolo di ente
programmatorio e di indirizzo nel settore del Trasporto Pubblico Locale.

3- L’abbandono delle aree interne
Si contesta alla politica regionale una visione limitata e priva di prospettive, che sta penalizzando i collegamenti nei territori più fragili della regione ove andrebbe incentivato per evitare spopolamenti e per compensare l’accentramento dei presidi sanitari.

4- TUA e società partecipate
Esempio emblematico il mancato controllo su TUA, nonostante le reiterate e articolate
istanze inviate dalle organizzazioni sindacali, che sta sconfessando anche la funzione sociale dell’affidamento “In House” : la società pubblica nonostante un contratto di servizio di 82 milioni di euro per 10 anni sub-affida a sua volta a piccoli privati (molti di fuori regione) i servizi di linea facendo la cresta sulla contribuzione regionale: destrutturando, parcellizzando e svendendo la qualità e garanzia dei servizi nelle aree interne definendo “marginali” anche linee con oltre 40 abbonamenti annuali.
La divisione ferroviaria è di nuovo in crisi: di nuovo carenza di personale viaggiante e nonostante l’acquisto dei nuovi treni, la cui lunghezza supera quella dell’officina, si prevedono problemi per le manutenzioni del parco rotabile.
La partecipata Cerella operante sul territorio vastese, che vanta un credito regionale rilevante. Su tale questione, la politica non ha mai fornito risposte concrete e la società madre non ha mai dimostrato un reale interesse ad affrontarla, eludendo sistematicamente il problema e mettendo la partecipata a serio rischio di insolvenza.
Ciò nonostante la TUA palesa l’intenzione di disdire gli accordi integrativi per reperire risorse economiche preannunciando la disdetta del Contratto di secondo livello.

Una scelta giudicata gravissima dai sindacati, poiché intende “fare cassa” gravando esclusivamente sulle spalle e sui salari dei lavoratori dopo aver ignorato da sempre proposte concrete di recuperi strutturali e che va nella direzione opposta rispetto a quando proprio l’Assessorato trasporti
di regione Abruzzo ha inserito sui Contratti di servizio delle aziende private un Incremento
del 5% sul costo del personale per favorire accordi di secondo livello proprio a valle di un
confronto con le sigle sindacali.
Per le segreterie regionali un punto di partenza, quest’ultimo, necessario a ridare dignità ad una professionalità che oggi non è più ambito dai giovani e vede personale anziano rassegnare le dimissioni.
Le sigle sindacali annunciano che la mobilitazione proseguirà fino a quando non verranno fornite risposte concrete sul mantenimento dei diritti acquisiti, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, e su un piano di investimenti serio che non lasci indietro nessuna zona della
regione: “Chiediamo pertanto alla politica di assumersi l’onere di tutelare migliaia di lavoratori del settore non più attrattivo e l’utenza attraverso azioni concrete e concertate tra tutti gli attori portatori di interesse: occorre un confronto serio e responsabile a tutela del futuro del trasporto pubblico locale”.

 

 

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