
Abruzzo. “Il collegio unico regionale è una scelta sbagliata perché riduce la rappresentanza dei territori, penalizza le aree interne e allontana ulteriormente le istituzioni dai cittadini. Lo sostengo da tempo (2 anni), l’ho detto con chiarezza e coerenza e continuo a ribadirlo.
Per questo accolgo con favore il fatto che anche il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, abbia finalmente preso posizione contro questa ipotesi”. Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, che torna sul dibattito relativo alla proposta del collegio unico per l’elezione del Consiglio regionale.
“Di Pangrazio si è svegliato. Adesso mi aspetto che si svegli anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, sempre che, per una volta, riesca a liberarsi dalla sudditanza politica nei confronti del sistema Marsilio-Meloni e della loro disastrosa filiera istituzionale”. Per Pietrucci, la presa di posizione del sindaco di Avezzano evidenzia le profonde contraddizioni della destra abruzzese. “La posizione espressa da Di Pangrazio – prosegue Pietrucci – mette ancora più in evidenza la crisi politica della destra in Abruzzo. Da una parte c’è il presidente Marsilio che continua a voler imporre il collegio unico, dall’altra c’è un sindaco di un’importante città abruzzese che lo boccia apertamente (oltre la stragrande maggioranza di sindaci). Ma la contraddizione diventa ancora più evidente se si considera che anche pezzi della Lega, alleata di Marsilio in Regione e nella maggioranza del Comune di Avezzano, si sono espressi contro questa proposta”. Per il consigliere regionale del Pd, “la destra abruzzese dimostra ancora una volta di essere tenuta insieme esclusivamente da equilibri di potere e non da una visione comune del futuro della regione. Su un tema fondamentale come la rappresentanza istituzionale dell’Abruzzo, ciascuno dice una cosa diversa a seconda della convenienza del momento”.
Pietrucci chiede ora chiarezza anche all’interno della maggioranza che governa il Comune dell’Aquila. “Sarebbe utile, oltre che doveroso per rispetto dei cittadini, capire quale sia la posizione ufficiale della Lega all’Aquila. Così come sarebbe interessante conoscere quella di Azione, che nel capoluogo sostiene la maggioranza guidata da Biondi e che, a livello regionale e parlamentare ha espresso contrarietà al collegio unico. Gli aquilani hanno diritto di sapere se, quando si governa insieme Palazzo Margherita, queste differenze vengono affrontate oppure sistematicamente nascoste sotto il tappeto”.
Il consigliere regionale chiama direttamente in causa anche il sindaco dell’Aquila, presidente anche dell’ANCI Abruzzo. “Biondi non può continuare a rimanere in silenzio. Se ritiene che il collegio unico sia giusto lo dica apertamente. Se invece pensa che penalizzi le aree interne, come sostengono ormai esponenti appartenenti a schieramenti diversi, abbia il coraggio politico di dirlo, anche se questo significa contraddire Marsilio e Meloni”. E aggiunge:
“In queste settimane estive abbiamo visto autorevoli rappresentanti della Lega partecipare a numerose iniziative estive in Abruzzo, accolti dagli esponenti regionali del partito con tanto di selfie fotografici, dal Vice Presidente Emanuele Imprudente ai dirigenti locali. Mi auguro che, tra un arrosticino e un concerto, abbiano trovato anche il tempo di discutere del collegio unico e di chiarire quale sia la posizione politica ufficiale della Lega (di Avezzano e dell’Aquila in primis) su una questione così importante per il futuro della rappresentanza democratica della nostra regione”.
“Io – conclude Pietrucci – non ho mai avuto ambiguità. Ho spiegato pubblicamente, con argomentazioni precise, perché considero il collegio unico una scelta sbagliata, destinata a penalizzare le aree interne e ad allontanare ulteriormente i territori dalle istituzioni. Lo ribadisco oggi con la stessa coerenza e trasparenza. L’abolizione delle quattro circoscrizioni elettorali provinciali e l’elezione dei candidati solo su base regionale porterebbe inevitabilmente le aree interne, notoriamente con densità abitativa minore rispetto alla costa, a soccombere rispetto alle popolose province di Pescara e Chieti e della costiera teramana che insieme formano un’area metropolitana di 700mila abitanti. In più il collegio unico favorirà i candidati più ricchi. Adesso costi e gestione delle elezioni pesano esclusivamente sui singoli candidati. In un collegio regionale chi potrà permettersi di coprire con eventi, spot, manifesti, banner sulle testate giornalistiche, volantini… l’intero territorio abruzzese? Solo chi avrà una barca di soldi, magari sostenuto da qualche potentato economico a cui poi restituire il favore. Rifiuto categoricamente l’idea della partecipazione politica nelle mani esclusive dei ricchi. Conclude Pietrucci: “Adesso tocca agli altri uscire dall’ambiguità e dire con chiarezza agli abruzzesi da che parte stanno”.



