Gli squilibri nella sanità spaccano l’Italia: l’intervento di Marsilio al Festiva delle Regioni

Abruzzo. “Le attuali regole di finanziamento della sanità stanno spaccando l’Italia in maniera molto pesante. Le Regioni con più popolazione, industria e ricchezza riescono a compensare gli squilibri, mentre quelle più piccole, meno popolose e con maggiori difficoltà socioeconomiche non hanno gli stessi strumenti.
Siamo arrivati a un punto di rottura, oltre il quale il sistema non può più reggere. Serve un riequilibrio immediato”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, intervenendo al dibattito “Investire nei territori. Le scelte strategiche che cambiano l’Italia”, nella giornata conclusiva del Festival delle Regioni a Firenze, insieme ai presidenti di Regione Antonio Decaro (Puglia), Michele de Pascale (Emilia-Romagna) e Francesco Rocca (Lazio). Hanno partecipato in videocollegamento anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il ministro della Salute, Orazio Schillaci.
“Anche il PNRR ha replicato questo squilibrio – ha spiegato Marsilio – finanziando una Casa di comunità ogni 50mila abitanti, senza considerare che raggiungere quella popolazione nell’Alto Vastese o nella Valle Peligna è ben diverso che in un centro metropolitano. L’Abruzzo ha previsto decine di strutture aggiuntive, assumendosi maggiori oneri di cui il riparto delle risorse non tiene conto”.
Marsilio ha quindi richiamato la posizione unanime delle Regioni sulla revisione dei piani di rientro: “Gli attuali vincoli ci impediscono di acquistare prestazioni aggiuntive per ridurre le liste d’attesa, anche con risorse proprie. Si crea così un paradosso: non possiamo finanziare quelle prestazioni sul nostro territorio, ma quando i cittadini vanno a curarsi in altre Regioni siamo obbligati a pagarle a piè di lista, attraverso la mobilità sanitaria passiva. Finanziamo così altrove servizi che potremmo offrire ai nostri cittadini, magari anche a costi inferiori, alimentando ulteriormente gli squilibri tra Nord e Sud”.
“Quando un fenomeno riguarda tante Regioni e si ripete da anni, non può essere soltanto un problema di cattiva amministrazione – ha concluso – è uno squilibrio strutturale che deve essere corretto”.



