Concluso il censimento del Nibbio reale da parte della Stazione ornitologica VIDEO
Abruzzo si conferma una delle roccaforti della specie con oltre 250 individui svernanti

Il Nibbio reale Milvus milvus è un uccello rapace raro e localizzato in poche nazioni europee caratteristico per la evidente coda forcuta, il colore rossastro ed il volo veleggiato di cui è un vero campione in confronto a molti altri uccelli, non a caso in inglese è chiamato Red Kyte letteralmente traducibile in “Aquilone rosso”.
Per la sua rarità è una specie tutelata da Direttive e Convenzioni internazionali purtroppo ancora in pericolo a causa delle numerose collisioni con le pale degli aerogeneratori, delle uccisioni illegali e dell’avvelenamento causato dalla ingestione di pallini di piombo che si nascondono nei resti di animali abbattuti dai cacciatori di cui si nutre.
La popolazione italiana di Nibbio reale è inferiore a quella di nazioni come la Spagna ma è ancora ben rappresentata con una stima di 314-426 coppie nidificanti, distribuite soprattutto tra la Basilicata e la Puglia.
In Abruzzo è presente e nidificante soprattutto in una vasta area nella parte meridionale della Provincia di Chieti, dove purtroppo si concentrano però enormi campi eolici e sono previste oltre 70 nuove torre eoliche alte oltre 200 metri i cui rotori, come dimostrato in tutto il mondo, rappresentano una grave minaccia per i nibbi ed altri uccelli rapaci. La specie è oggetto di attività di monitoraggio da parte della Stazione Ornitologica Abruzzese (SOA) da oltre 15 anni.
Il modo migliore per stimare l’entità della popolazione consiste nell’ identificare e monitorare nel periodo invernale i posatoi localizzati su grandi alberi dove all’ imbrunire si concentrano anche oltre 50 esemplari di Nibbio.
La prima stima della popolazione svernante di Nibbio reale in Italia è stata promossa dal Centro Italiano Studi Ornitologici a partire dal 2011 e da questo anno il conteggio contemporaneo ai dormitori comuni utilizzati dalla specie è stato organizzato a scala europea nell’ambito del progetto Life Eurokyte finanziato dalla CE.
Anche nell’ ultimo fine settimana nonostante le difficoltà imposte dalle avverse condizioni meteorologiche 16 rilevatori volontari della S.O.A. hanno raccolto i dati di presenza della specie contando simultaneamente in 10 diversi dormitori un totale di 257 individui, un numero leggermente superiore a quello degli anni precedenti.
Degno di rilievo è la conferma dell’aumento di questi uccelli rapaci sia accanto al nuovo Sito di alimentazione supplementare di Civitaluparella che in un dormitorio in Provincia di Teramo con 67 esemplari, la recente colonizzazione del teramano, così come quella di siti in Piemonte e Lombardia si ritiene siano la conseguenza del riscaldamento climatico che “sposta” sempre più a nord uccelli prima caratteristici di aree con clima più mite.
La popolazione svernante in Abruzzo, in realtà è parte di una metapopolazione comune alle regioni Molise e Puglia, ed è pari a circa il 20% della popolazione nazionale.
L’Abruzzo rappresenta quindi una delle regioni più importanti con una popolazione nidificante inferiore solo a quella della Basilicata e del Molise di una specie inclusa nell’allegato I della Direttiva 147/2009/CE, considerata Vulnerabile nella Lista Rossa delle Specie della Fauna Italiana e classificata come SPEC 2 (specie con status di conservazione in Europa sfavorevole e popolazione concentrata in EU) da Birdlife International.
Speriamo che, dopo le ennesime segnalazioni della S.O.A., anche la Regione Abruzzo se ne renda conto contribuendo almeno un minimo alle ricerche svolte solo grazie al volontariato e, soprattutto, adottando almeno un minimo di azioni di tutela. (foto Innocenzo De Berardinis)



