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Teramo

Ciclovia Adriatica a sud di Giulianova: due pesi e due misure?

Giulianova. Evoluzione Sostenibile ha seguito con interesse il dibattito che ha accompagnato la riapertura del ponte ciclopedonale sul fiume Salinello e le critiche rivolte dalla consigliera comunale Maria Luigia Orfanelli alla Provincia di Teramo sui tempi dell’intervento.

Riteniamo, però, che, quando si sollevano criticità, sia necessario mantenere lo stesso livello di attenzione anche verso quelle che ricadono sotto la responsabilità della propria amministrazione.
A cosa ci riferiamo? Al tratto della Ciclovia Adriatica nella zona sud di Giulianova, da mesi interrotto a causa dei lavori di bonifica e riqualificazione dell’area dell’ex depuratore dell’Annunziata. A tal proposito, l’ordinanza n. 36/2026 disponeva l’interdizione del transito pedonale e ciclabile dal 23 febbraio al 24 aprile 2026 o, comunque, fino al completamento dei lavori, individuando il passaggio all’interno del Parco dell’Annunziata come percorso alternativo per raggiungere il ponte ciclopedonale sul Tordino.
Gli atti successivi descrivono, però, una realtà diversa. La determina n. 920/2026, relativa alla liquidazione del primo acconto al direttore dei lavori presso l’ex depuratore, arch. Alessandro Tursi, certifica che, a pochi giorni dal 30 giugno, termine previsto per il completamento degli interventi finanziati dal PNRR, il cantiere dell’ex depuratore aveva raggiunto solo il 30% dello stato di avanzamento. I numeri parlano da soli e rendono inevitabili alcune domande. Come pensa l’Amministrazione Costantini di rispettare gli impegni assunti con il finanziamento PNRR da 1,65 milioni di euro? E se l’ordinanza prevedeva la riapertura della Ciclovia Adriatica entro il 24 aprile, viene spontaneo chiedersi: 24 aprile di quale anno?

Il protrarsi dei lavori pone anche un problema di sicurezza. Il percorso alternativo individuato convoglia le biciclette in una zona del parco frequentata da numerosi bambini, senza che vi sia uno spazio adeguato al passaggio in sicurezza. A rendere la situazione ancora più critica contribuisce anche una segnaletica provvisoria e insufficiente: semplici fogli stampati e plastificati, oggi sgualciti e quindi di non facile lettura, che indirizzano i ciclisti lungo un tracciato che, da quanto abbiamo potuto verificare, è diverso da quello formalmente individuato nella planimetria allegata all’ordinanza n. 36/2026. Ci chiediamo chi ne risponderebbe qualora un ciclista o un bambino dovessero rimanere coinvolti in un incidente. Se quella adottata a febbraio poteva rappresentare una soluzione temporanea per poche settimane, oggi non lo è più. È necessario individuare con urgenza un percorso dedicato esclusivamente alle biciclette, separato dalle aree gioco, così da garantire la continuità della Ciclovia Adriatica e la sicurezza degli utenti del parco.
Su tutto questo il vicesindaco Matteo Francioni, con delega ai Lavori pubblici, e la consigliera Maria Luigia Orfanelli non ritengono opportuno intervenire? Non considerano grave che una delle principali infrastrutture ciclopedonali cittadine sia interrotta da mesi per ritardi che riguardano un’opera di diretta competenza comunale? I cittadini meritano risposte chiare sullo stato dell’intervento, sui tempi dei lavori, su come il Comune intenda garantire il rispetto degli impegni assunti nell’ambito del PNRR e sulle misure che saranno adottate per restituire piena funzionalità e sicurezza alla Ciclovia Adriatica.
La nostra non vuole essere una polemica, ma una richiesta di coerenza e trasparenza. I cittadini hanno diritto a conoscere le ragioni delle scelte amministrative, lo stato di avanzamento delle opere pubbliche e gli atti sui quali esse si fondano e, soprattutto, a fruire della Ciclovia Adriatica e del Parco dell’Annunziata in condizioni di piena sicurezza.
In conclusione, Evoluzione Sostenibile mette a disposizione delle forze di opposizione presenti in Consiglio comunale il lavoro di approfondimento svolto e auspica la presentazione di un’interrogazione per conoscere lo stato di avanzamento dei cantieri finanziati con fondi PNRR, verificarne il rispetto dei cronoprogrammi e accertare eventuali criticità che possano comprometterne il completamento.

 

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