Teramo
Allarme sanità in Abruzzo: “Per il 12,6% della popolazione curarsi è un privilegio”
"Inaccettabile scaricare i costi sulle famiglie", così il consigliere Dino Pepe

In Italia e in Abruzzo la tutela della salute pubblica sta rapidamente scivolando da diritto costituzionale a privilegio per pochi. A tracciare un quadro drammatico sono i dati più recenti: oltre 6 milioni di cittadini italiani, un abitante su dieci, sono oggi costretti a rinunciare alle cure mediche, ai controlli di prevenzione e alle terapie. Nella sola Regione Abruzzo si contano più di 160mila persone in questa condizione, pari al 12,6% della popolazione nel 2024.
A questa vera e propria piaga sociale, alimentata da liste d’attesa interminabili e carenze strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, si aggiunge una morsa economica sempre più asfissiante. In un contesto segnato da stipendi fermi da anni, dal costante aumento del costo dei carburanti che pesa sugli spostamenti quotidiani e da un’inflazione che ha progressivamente eroso il potere d’acquisto delle famiglie, la risposta del governo Meloni e della giunta Marsilio si rivela diametralmente opposta a quanto necessario.
Invece di intervenire con investimenti straordinari e risorse adeguate per abbattere i tempi di attesa, rafforzare la medicina sul territorio e sostenere i redditi in difficoltà, l’esecutivo sceglie di fare cassa sulla salute dei cittadini. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni sui Nomenclatori delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica, si registra l’aumento di oltre 600 tariffe per esami e cure fondamentali: dal semplice prelievo ematico alla prima visita specialistica, i cittadini sono chiamati a pagare ticket e prestazioni sempre più cari.
“È del tutto inaccettabile che, in una fase di forte sofferenza economica e sociale in cui le famiglie non riescono a fare fronte nemmeno ai costi del carburante o della spesa quotidiana, si scarichi il peso dei bilanci pubblici sulle spalle di chi già stenta ad accedere ai servizi essenziali,” dichiara il consigliere regionale Dino Pepe.
“Bisogna chiedere con forza al Governo centrale e al Ministero della Salute l’immediata revisione di questi rincari insostenibili e l’adozione urgente di un piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa. Il diritto alla salute deve tornare a essere garantito a tutti e in modo uniforme, esattamente come prescritto dalla nostra Carta Costituzionale,” conclude Pepe.



