
Roseto. La rimozione dei detriti dall’area dell’ex piccionaia è finalmente iniziata, ma per le forze di opposizione si tratta di un intervento che non può essere considerato risolutivo.
SiAmo Roseto, Forza Roseto, Noi Moderati e Fratelli d’Italia tornano a sollecitare l’amministrazione comunale, chiedendo chiarimenti sulla bonifica, sui costi sostenuti e sul futuro dell’area.
Secondo i gruppi di minoranza, la rimozione dei materiali arriva dopo ripetute sollecitazioni e avrebbe dovuto essere completata già da tempo. «Quello che oggi viene presentato come un risultato straordinario – sostengono – avrebbe dovuto essere, da quasi due mesi, un intervento già concluso».
A destare preoccupazione sono soprattutto i manufatti ancora presenti sul terreno, di proprietà privata, che verserebbero in condizioni di degrado. L’opposizione evidenzia inoltre la possibile presenza di lastre di eternit nelle coperture e chiede all’amministrazione di verificare se vi siano materiali contenenti amianto e, in caso affermativo, quali procedure siano previste per la loro rimozione e il corretto smaltimento.
Il nodo dei 110mila euro
Al centro della contestazione ci sono anche i costi dell’intervento. L’affidamento iniziale, ricordano i consiglieri di minoranza, sarebbe stato effettuato sulla base di un preventivo di circa 110mila euro, relativo a un appalto “a corpo”.
Da qui la richiesta di chiarimenti sulle dichiarazioni del sindaco Nugnes, secondo cui per completare i lavori potrebbero essere necessarie ulteriori risorse.
«Se si tratta dello stesso intervento affidato originariamente – chiedono i gruppi di opposizione – per quale motivo il Comune dovrebbe sostenere costi aggiuntivi rispetto ai 110mila euro preventivati e contrattualizzati?».
Qualora, invece, si trattasse di lavorazioni ulteriori rispetto a quelle inizialmente previste, la minoranza chiede che vengano indicati nel dettaglio gli interventi necessari, le ragioni per cui non erano stati inseriti nell’affidamento originario e il relativo presupposto amministrativo e contrattuale.
«Qual è il progetto complessivo?»
Per le forze di opposizione resta da chiarire anche quale sia la strategia dell’amministrazione per il futuro dell’ex Piccionaia. Anche nell’eventualità di una futura disponibilità dell’area da parte del Comune, si tratterebbe infatti di un terreno agricolo e scosceso che, secondo la minoranza, richiederebbe ulteriori interventi di bonifica e nuove risorse economiche.
«Prima si rimuovono i detriti solo dopo le sollecitazioni, poi si presenta questa rimozione come una bonifica definitiva, mentre sull’area restano le criticità più importanti e si prospettano ulteriori spese», sottolineano i gruppi.
Da qui la domanda rivolta all’amministrazione comunale: qual è il progetto complessivo per l’area dell’ex Piccionaia e quale sarà il costo finale dell’operazione per la collettività?
L’opposizione chiede inoltre che, qualora l’intervento sia stato concepito in più fasi, vengano indicati fin dall’inizio i costi complessivi, gli interventi previsti e gli obiettivi finali della bonifica.
«Vigilare sull’operato dell’amministrazione»
I gruppi consiliari respingono infine le accuse di allarmismo e strumentalizzazione che, secondo quanto riferito, sarebbero state rivolte dal sindaco Nugnes.
«L’opposizione ha il dovere di verificare, porre interrogativi e chiedere conto delle scelte compiute, soprattutto quando emergono elementi che meritano chiarimenti», affermano.
Per la minoranza, dunque, la richiesta di trasparenza sull’ex Piccionaia non rappresenta una contrapposizione politica, ma un’attività di controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
«Non può diventare una consuetudine quella di bollare ogni critica, ogni richiesta di chiarimento e ogni sollecitazione dell’opposizione come una mossa tattica volta a screditare la maggioranza. Abbiamo il dovere di vigilare sull’operato dell’amministrazione: questo dobbiamo ai cittadini di Roseto e continueremo a farlo ogni qual volta lo riterremo opportuno», concludono SiAmo Roseto, Forza Roseto, Noi Moderati e Fratelli d’Italia.




