Marsilio metta da parte la legge elettorale e pensi alle priorità dell’Abruzzo
In primis la 4 corsie L'aquila-Bussi

Abruzzo. La quattro corsie L’Aquila-Bussi non è una battaglia personale o di partito: è una scelta strategica per il futuro della nostra regione”.
Mentre il dibattito politico regionale sembra concentrarsi sempre più sulla legge elettorale, l’Abruzzo reale continua ad aspettare risposte sulla sanità, sulla riduzione delle tasse, sulla sicurezza, sulle infrastrutture, sui trasporti e sulla capacità di collegare in modo moderno ed efficiente le aree interne con la costa.
È da qui che il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci torna a rilanciare la sfida della direttrice L’Aquila-Chieti-Pescara e, in particolare, della realizzazione di una quattro corsie tra L’Aquila e Bussi, chiedendo al presidente della Regione Marco Marsilio di riportare al centro dell’agenda le priorità concrete dell’Abruzzo.
“Marsilio metta da parte, almeno per un momento, la legge elettorale e si occupi delle questioni che cambiano davvero la vita degli abruzzesi – afferma Pietrucci –. Una Regione non può essere paralizzata dalle discussioni sulle regole della politica mentre territori, cittadini e imprese aspettano da anni opere infrastrutturali decisive”.
Secondo Pietrucci, la questione della L’Aquila-Chieti-Pescara rappresenta esattamente il tipo di scelta sulla quale la Regione dovrebbe esercitare la propria capacità di programmazione e di governo.
“Da anni parliamo di accorciare le distanze tra L’Aquila, Chieti e Pescara (oggi collegate da tempi di percorrenza che possono arrivare a un’ora e cinquanta minuti se si rispetta il codice della strada), di rendere più competitivi i nostri territori, di sostenere le aree interne e di contrastare lo spopolamento. Poi, però, quando arriva il momento di indicare una priorità e costruire un percorso concreto, tutto sembra diventare più complicato. Io credo che la Regione debba avere il coraggio di indicare una grande opera strategica e lavorare per realizzarla”.
La proposta è chiara: avviare un confronto istituzionale con Governo, Ministero delle Infrastrutture, ANAS, Provincia dell’Aquila e Comuni interessati per verificare concretamente la fattibilità di una strada a quattro corsie tra L’Aquila e Bussi, dentro un più ampio progetto di completamento e ammodernamento della direttrice L’Aquila-Chieti-Pescara.
“Non sto chiedendo una promessa elettorale né l’ennesimo annuncio – prosegue Pietrucci –. Sto chiedendo alla Giunta regionale di sedersi intorno a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti, mettere sul tavolo i progetti esistenti, verificare ciò che è stato fatto e ciò che ancora manca, individuare le risorse e stabilire un cronoprogramma”.
Il tema, sottolinea il consigliere regionale, non riguarda soltanto L’Aquila.
“La L’Aquila-Bussi riguarda tutto l’Abruzzo. Significa mettere in comunicazione più velocemente il capoluogo con la costa, avvicinare la Valle Subequana e la Valle Peligna ai grandi assi di collegamento, sostenere le attività produttive, il turismo e l’agricoltura e rendere più attrattive le aree interne. Significa soprattutto smettere di considerare l’entroterra come una periferia e riconoscerne finalmente il ruolo strategico”.
Per Pietrucci, proprio in una fase nella quale l’Abruzzo è chiamato a confrontarsi con il problema dello spopolamento, con la difficoltà di garantire servizi e con la necessità di aumentare la competitività del sistema economico, le infrastrutture devono tornare al centro dell’azione politica regionale. “Prima delle convenienze della politica vengono le esigenze degli abruzzesi. Prima delle regole con cui si vota vengono le strade sulle quali gli abruzzesi devono poter viaggiare in sicurezza. Prima delle discussioni sulla legge elettorale vengono le infrastrutture che possono determinare il futuro dei nostri territori”.
E proprio la L’Aquila-Chieti-Pescara può diventare, secondo Pietrucci, il banco di prova della capacità della Regione di guardare oltre l’orizzonte della legislatura. “Il presidente Marsilio ha davanti a sé una scelta: può continuare a concentrare il dibattito sulle dinamiche politiche oppure può utilizzare il tempo che resta per affrontare alcune delle grandi questioni che l’Abruzzo si porterà dietro per i prossimi decenni. Io gli chiedo di scegliere la seconda strada”.
“Mettiamo da parte per un attimo la legge elettorale – conclude Pietrucci – e parliamo di ciò che serve davvero all’Abruzzo. Apriamo il dossier L’Aquila-Pescara, convochiamo tutti i soggetti interessati e iniziamo a lavorare seriamente alla quattro corsie L’Aquila-Bussi. Se vogliamo un Abruzzo più competitivo, più connesso e capace di tenere insieme costa e aree interne, è da qui che dobbiamo partire. E solo quando avremo messo in connessione i quattro capoluoghi di provincia in meno di un’ora, soltanto allora potremmo cominciare a parlare di di riforme, di collegio unico, di unificazione di Enti, di riunificazione dell’Ente Regione e di razionalizzazione reale di costi con benefici per le tasche degli Abruzzesi. Prima vengono le opere e i servizi che servono ai cittadini, poi le riforme che riguardano la politica”.



