
Genova. C’è una cosa che non si compra con il budget e non si improvvisa con i nomi: l’identità. E l’Ascoli contro il Genoa al Ferraris l’ha messa tutta in campo.
Palleggio, pazienza, ricerca degli esterni. Poi due minuti che hanno ribaltato tutto: prima il pareggio, poi la beffa al 45′, 2-1 per i padroni di casa all’intervallo. Il gol dell’Ascoli da manuale. Minuto 37. Azione da destra con D’Uffizi che si accentra, alza la testa e serve Silipo. Controllo, due passi, tiro a giro. 1-0 per i bianconeri. Un vantaggio costruito restando fedeli al proprio credo calcistico anche contro chi ha categoria e rosa superiori. La reazione del Genoa era inevitabile. E si è vista: nel numero di tiri in porta e dalla bandierina. Forcing e palle in area. L’Ascoli ha retto abbassandosi, ma senza buttare via il pallone. Al 42′ il primo scossone. Corner Genoa. Marcandalli è il più lesto e di testa fa 1-1. Pareggio meritato, ma che brucia perché arriva a 3′ dall’intervallo. E tre minuti dopo arriva anche il peggio.
Ancora una disattenzione con la difesa bianconera tenera e Vitale che si fa sorprendere sul primo palo, 2-1 Genoa allo scadere del primo tempo. Il rammarico è grande perché l’Ascoli non ha demeritato. Anzi. Ha tenuto il campo, ha sofferto ma non ha rinunciato a cercare D’Uffizi e Silipo.Nel secondo tempo l’Ascoli non molla. Anzi. Fino al 60′ gioca meglio. Continua a cercare l’uno-due sulle fasce, continua a voler uscire palleggiando, continua a crederci. Il Genoa soffre, il pareggio sembra possibile. E invece al 61’ succede l’ingenuità. Uscita dal basso, palla sanguinosa persa, scelta sbagliata. L’Ascoli si fa male da sola. Colombo non perdona: 3-1. Un gol che taglia le gambe, perché nasce da un errore evitabile. Peccato, perché fino a quel momento il secondo tempo del Picchio era stato buono. Aveva messo in difficoltà il Genoa, aveva tenuto il campo con coraggio. Il 3-1 pesa. Ancora di più il 4a1 sul finale. Pesa perché il Genoa è più forte. Ma pesa soprattutto perché due gol i bianconeri li hanno regalati. In estrema sintesi: il Genoa ha vinto perché è più forte. L’Ascoli ha perso perché si è fatta male da sola. Ma i bianconeri sono usciti dal Ferraris con una certezza: l’identità non si compra. E se smette di regalare gol, questa squadra può dare fastidio a tutti. Anche in serie B.
Genoa-Ascoli 4-1
MARCATORI: 37′ Silipo (A), 42′ Marcandalli (G), 45′ Baldanzi (G), 61′ Colombo (G), 80′ Havel (G)
GENOA: Bijlow; Marcandalli, Otoa (46′ Ostigard), Vasquez; Norton-Cuffy, Ellertsson (78′ Puczka), Frendrup, Baldanzi (78′ Wiafe), Mitaj (46′ Sow); Colombo (66′ Havel), Vitinha. All. De Rossi.
ASCOLI: Vitale; Milanese (75′ Oliveri), Curado, Rizzo, Guiebre; Damiani (75′ Russo), Corradini (57′ Acampora); Silipo, Perciun, D’Uffizi (81′ Bolsius); Gori (57′ Chakir). All. Tomei.



