
Fara San Martino. Accolgo con grande piacere l’invito del Parco Maiella a partecipare alla nuova inaugurazione del rifugio di alta quota da tutti conosciuto come Bivacco Pelino. Una storia secolare quella che raccontano pietre e metalli di questo rifugio, le cui origini risalgono a prima della fine del 19esimo secolo, quando fu realizzato per la prima volta, assumendo il nome di Rifugio Vittorio Emanuele II.
Senza ripercorrerne tutta la lunga storia, questo bivacco più volte è stato ricostruito e spazzato via dalla forza della natura e dalle intemperie, ma ogni volta l’uomo (leggi: amanti e appassionati del C.A.I. soprattutto quello di Sulmona, e sostenitori mecenati) ne hanno voluto, incoraggiato e garantito la riedificazione.
Oggi, grazie al lavoro coordinato del Parco Maiella e i fondi del turismo di Regione Abruzzo, plaudo alla nuova inaugurazione, al quale come Sindaco competente per territorio parteciperò con onore.
In questo momento di nuova ripartenza, voglio tuttavia riproporre con grande cortesia istituzionale ma ferma convinzione la mia proposta dello scorso luglio, perché si siedano intorno al tavolo tutti gli attori protagonisti di questo lungo percorso: il CAI di Sulmona, il Comune amico di Pacentro, il Parco della Maiella, le famiglie Pelino e Maiorano.
Se è vero che queste due famiglie hanno lasciato il segno nella storia di questo rifugio, attraverso l’opera e l’ingegno di Falco Maiorano e Mario Pelino, il Comune che mi onoro di rappresentare non avrà alcuna difficoltà ad assumere una delibera di giunta per la modifica verso l’estensione dell’intitolazione a entrambi i protagonisti, così dando un piccolo contributo di riconoscenza e di riconoscibilità a tutti, con la nuova intitolazione del Bivacco ricostruito sia a Falco Maiorano che a Mario Pelino.



