
Teramo. La Fim Cisl Nazionale presenterà lunedì 27 luglio, alle ore 11, nella sede nazionale del sindacato, il terzo Report sui Bilanci di Genere relativo al biennio 2024-2025 nelle aziende metalmeccaniche. I dati saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa dal segretario generale Ferdinando Uliano e dalla responsabile nazionale della Formazione e coordinatrice del Gruppo Donne Fim Cisl, Cora Prussi.
L’indagine, condotta su un campione di 1.104 aziende e 387.621 lavoratori del comparto metalmeccanico, offre un quadro aggiornato sulla presenza femminile nel settore, sulle condizioni di lavoro e sulle disparità ancora esistenti tra uomini e donne.
Dal report emerge come l’occupazione femminile continui a concentrarsi prevalentemente nelle mansioni impiegatizie, mentre la presenza tra gli operai rimane limitata. Si registra tuttavia, per il terzo biennio consecutivo, un lieve incremento della presenza delle donne nelle posizioni apicali, sia tra i dirigenti sia tra i quadri aziendali.
L’analisi dedica spazio anche agli strumenti di conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Il part-time continua a essere utilizzato soprattutto dalle lavoratrici, con una percentuale del 12,72%, principalmente per far fronte ai carichi di cura, mentre lo smart working si conferma uno strumento importante per favorire l’equilibrio tra lavoro e famiglia e contrastare gli effetti della cosiddetta “child penalty”.
Particolarmente significativo il dato relativo al divario retributivo. Secondo il report, permangono marcate differenze salariali tra uomini e donne, un fenomeno che, secondo la Fim Cisl, colloca ancora l’Italia tra i Paesi europei con il maggiore gender pay gap.
“Le disuguaglianze retributive tra uomini e donne rappresentano un elemento di forte ingiustizia sociale e producono conseguenze pesanti sia dal punto di vista economico che sociale per l’intero Paese”, afferma il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano.
Sulla situazione del territorio interviene anche Marco Boccanera, segretario territoriale della Fim Cisl Teramo, che evidenzia come nella provincia il problema sia ancora più marcato. “Nel Teramano – sostiene – molte lavoratrici metalmeccaniche continuano a trovarsi nella condizione di dover scegliere tra carriera e famiglia, anche a causa della carenza di servizi come asili nido nelle aree industriali, di un welfare familiare insufficiente e della scarsa presenza femminile nei ruoli dirigenziali, ancora prevalentemente occupati da uomini over 60”.



