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Pescara

Vannacci in Abruzzo: a Pescara si prepara la contestazione

Pescara. Si prepara la contestazione di piazza per la visita del generale Vannacci a Pescara.

Il leader di Futuro Nazionale sarà domani in Abruzzo e la visita del Generale partirà da Pescara, dove si annunciano numerosi ingressi nel partito.

Alle ore 15:30 infatti è prevista una conferenza stampa presso l’Aula Consiliare del Comune di Pescara, nel corso della quale sarà ufficializzato l’ingresso in Futuro Nazionale dei consiglieri comunali del Comune di Pescara Valeria Toppetti e Christian Orta.

La giornata proseguirà alle ore 18:30 in piazza Sacro Cuore a Pescara, dove il Vannacci terrà un pubblico comizio che si preannuncia molto partecipato, insieme ai due consiglieri comunali pescaresi, al sindaco di Notaresco Toni Di Gianvittorio e all’onorevole Rossano Sasso.

Il giorno seguente, prima di partire per le Marche, Roberto Vannacci terrà alle ore 8.30 un punto stampa a Vasto presso la grotta del Saraceno, in cui presenterà l’adesione a Futuro Nazionale di Sabrina Bocchino, Alessandro Carbone, vice presidente del consiglio comunale di Chieti, e Giuseppe Finamore, sindaco di Villa Santa Maria, e di altri ingressi.

La contestazione

Con il motto “Re(si)stiamo uniti, restiamo umani”, viene, quindi, lanciato quello che il Comitato 25 aprile di Pescara, definisce “un presidio antifascista, in difesa dei valori costituzionali e dei diritti umani”, in programma domani  dalle ore 15.00 in piazza Italia, davanti al Comune di Pescara, dove sarà ospitato l’ex generale.

“Le sue continue uscite pubbliche e i suoi proclami non sono più tollerabili: non siamo di fronte a semplici provocazioni di un personaggio folkloristico, ma a un preciso e pericoloso progetto politico che punta a scardinare le fondamenta democratiche del nostro Paese”, afferma il comitato in una nota, “Ribadiamo con forza l’attualità e la centralità dei valori di solidarietà e umanità nati dalla lotta di Liberazione: respingiamo con forza la retorica della discriminazione che Vannacci porta avanti con il chiaro obiettivo di creare cittadine e cittadini di serie A e di serie B, calpestando il dettato dell’articolo 3 della Costituzione e la pari dignità di ogni persona. Il cavallo di battaglia di questa retorica discriminatoria è la remigrazione. Ma non solo. La nostra è una difesa della solidarietà nazionale. Tagliare le risorse o non finanziare dignitosamente la sanità, la scuola, la ricerca, il lavoro e la sicurezza sul lavoro, la cultura, lo stato sociale e le politiche della casa genera pesanti ricadute su ognuna e ognuno di noi, delinea una società chiusa, escludente e patriarcale, incompatibile con il Paese disegnato dalla Costituzione della Repubblica Italiana, aperta e pluralista”.

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