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Teramo

Protesta a Silvi per riaprire la SP29B: “Il sindaco doveva essere il primo a manifestare”

La posizione del Movimento 5 Stelle Silvi

Silvi. “Le immagini della manifestazione di ieri parlano da sole. Decine di cittadini, commercianti e residenti sono scesi in strada senza simboli di partito, senza bandiere e senza appartenenze politiche. C’era un’unica richiesta: restituire a Silvi Paese una viabilità essenziale dopo oltre 440 giorni di chiusura della SP29B. Per questo sorprendono le dichiarazioni del sindaco Andrea Scordella, che ha scelto di derubricare quella protesta a una presunta “strumentalizzazione politica”.

Così il Movimento 5 Stelle Silvi.

“La realtà è molto più semplice. I cittadini sono stanchi di incontri istituzionali, di tavoli tecnici, di annunci e di cronoprogrammi privi di tempi certi. Hanno manifestato perché, dopo oltre un anno di strada chiusa e dopo la nuova emergenza provocata dalla frana di fine marzo, la loro vita quotidiana continua ad essere pesantemente compromessa. Che Comune, Provincia, Regione, Protezione Civile, Genio Civile, Università e tutti gli altri soggetti coinvolti si siano incontrati nella ricerca di una soluzione è il minimo sindacale. Il problema è che i tempi delle amministrazioni sono diventati incompatibili con quelli della vita delle persone. Ed è esattamente questo il messaggio che la manifestazione ha consegnato alle istituzioni”.

E ancora: “Comprendiamo perfettamente che un’amministrazione comunale, da sola, non possa risolvere una vicenda così complessa, nella quale sono coinvolti altri enti pubblici, soggetti privati e perfino l’autorità giudiziaria. Ma la storia è piena di sindaci, assessori e amministrazioni che, davanti a emergenze del proprio territorio, hanno saputo alzare la voce, assumere iniziative forti, anche eclatanti, e ottenere in tempi ragionevoli ciò di cui le proprie comunità avevano bisogno. Per questo crediamo che il sindaco abbia perso l’occasione più importante: non quella di convocare un tavolo, ma quella di guidare la propria comunità. Fin dal primo giorno sarebbe servita un’azione politica incessante, capace di fare da pungolo a tutti i soggetti coinvolti. Non bastavano tavoli tecnici e interlocuzioni istituzionali. Serviva un sindaco che trasformasse quella battaglia nella battaglia dell’intera città.

Avrebbe dovuto essere il primo a manifestare insieme ai suoi cittadini. Avrebbe dovuto promuovere delegazioni permanenti presso gli enti competenti, coinvolgere la popolazione in iniziative condivise, pretendere risposte pubbliche, utilizzare ogni strumento anche mediatico per mantenere costantemente alta l’attenzione su una vicenda che stava isolando un’intera comunità”.

“È così che un’amministrazione dimostra di rappresentare davvero il proprio territorio: non limitandosi ad attendere che le soluzioni arrivino, ma pretendendole ogni giorno, insieme ai propri cittadini, nelle istituzioni, sulla stampa e, quando necessario, anche in piazza”.

“La manifestazione di ieri”, conclude il M5s Silvi, “ha rappresentato la voce di chi ogni giorno è costretto a percorrere chilometri in più, di chi vede la propria attività economica penalizzata, di chi teme per il futuro del borgo, di chi affronta maggiori difficoltà per raggiungere scuole, servizi sanitari e luoghi di lavoro. Per questo riteniamo profondamente sbagliato liquidare quella mobilitazione come una strumentalizzazione politica. Al contrario, un sindaco avrebbe dovuto sentirsi parte di quella manifestazione, perché quelle persone rappresentavano esattamente gli interessi della comunità che è chiamato ad amministrare”.

“Se, come le voci che stanno circolando lasciano intendere, i lavori inizieranno entro pochi giorni, vorrà dire che la manifestazione ha provocato un’accelerazione. E se è bastata una mobilitazione popolare per imprimere una svolta, diventa inevitabile domandarsi perché quella stessa pressione non sia stata esercitata dall’amministrazione con la necessaria forza molti mesi prima, risparmiando al territorio oltre 440 giorni di isolamento e di pesanti conseguenze economiche e sociali. Questa volta, però, i cittadini hanno dimostrato che non sono più disposti ad accontentarsi dell’ennesimo annuncio, dell’ennesima promessa o di una nuova data tutta da verificare”.

“Continueranno a mantenere alta l’attenzione e a far sentire la propria voce finché la SP29B non sarà realmente riaperta. Perché ciò che chiedono non è un nuovo tavolo. Chiedono una strada aperta”.

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