Giovani e riconciliazione: convegno al santuario di San Gabriele
In programma anche una mostra-evento con Ligabue-Scipione-Zavattini

Isola del Gran Sasso. Giovani digitali e riconciliazione ai tempi dell’Intelligenza artificiale (IA). Questi temi saranno al centro di un convegno dal titolo “Giovani e riconciliazione” che si svolgerà dal 30 giugno al 2 luglio 2026 presso il santuario di San Gabriele (Teramo), al quale parteciperanno soprattutto confessori, sia religiosi che sacerdoti diocesani, provenienti da varie parti d’Italia.
I peccati considerati da sempre gravi per la morale cristiana, i peccati sociali (criminalità, corruzione, manipolazioni genetiche, esperimenti sulla persona, inquinamento ambientale, frode fiscale), ma anche i nuovi peccati nell’epoca dei social media e dell’IA. Insomma, anche chi naviga in internet o invia email può commettere dei peccati se utilizza questi mezzi in maniera ingannevole. E poi pecca uno studente che utilizza l’Intelligenza artificiale per preparare tesi o testi integralmente copiati?
Questi temi saranno al centro del convegno, organizzato dai Passionisti di Italia, Francia e Portogallo nell’anno centenario del riconoscimento di San Gabriele dell’Addolorata quale patrono della gioventù cattolica (1926-2026).
Tra i relatori del convegno, che inizierà martedì 30 giugno, alle ore 16, ci sono il cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore della Santa Sede, monsignor Alfonso Vincenzo Amarante, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, padre Marco Staffolani, docente di teologia e padre Dario Di Giosia, docente di teologia e filosofia.
Tra i partecipanti ci saranno molti passionisti che prestano servizio nel santuario di San Gabriele, uno dei quindici santuari più frequentati al mondo e uno dei principali luoghi di riconciliazione in Europa. In effetti, anche se dopo il covid il santuario ha vissuto una certa crisi delle confessioni, tuttavia nelle domeniche più affollate non bastano 20 confessori per soddisfare la richiesta dei pellegrini. Non per nulla fiore all’occhiello del nuovo santuario è la grande cappella della Riconciliazione (con i suoi trenta moderni confessionali) inaugurata il 30 giugno 1985 da Giovanni Paolo II.
Mostra-evento: LIGABUE/SCIPIONE/ZAVATTINI
Mostra-evento al santuario di San Gabriele, dall’11 luglio al 20 settembre 2026 il Museo Stauròs del santuario ospiterà l’importante mostra dal titolo “LIGABUE/SCIPIONE/ZAVATTINI: RADICI”.
La mostra, da un progetto di Silvia Pegoraro, a cura di Marzio Dall’Acqua e Silvia Pegoraro, si svolgerà in contemporanea presso il Museo Stauròs del santuario e il Museo delle Genti del Gran Sasso di Tossicia (TE), quindi sarà esposta in ottobre anche a Teramo. L’evento è stato promosso dal GAL Gran Sasso-Laga, dalla Fondazione Tercas, dal Santuario di San Gabriele, dal Comune di Teramo e dal Comune di Tossicia. L’organizzazione è a cura dell’Associazione culturale ArteLive e da Ligabue Art Projects.
Con questa mostra gli organizzatori intendono “realizzare un evento culturale di alto livello, ma rivolto al grande pubblico, con l’obiettivo di contribuire a rilanciare il territorio, e incrementare il turismo, dopo i pesanti danni arrecati dal terremoto e la profonda crisi generale determinata dalla pandemia”.
L’idea-base da cui è nato il progetto – ispirato dall’opera della grande artista della Valle Siciliana, ANNUNZIATA SCIPIONE (1928-2018) – è quella di evidenziare le affinità tematiche ed espressive tra la Scipione e il genio creativo di ANTONIO LIGABUE (1899-1965), uno dei più grandi artisti del Novecento italiano, ma anche uno dei più famosi ed amati dal pubblico, di cui, a parere di molti, l’artista teramana è la vera erede: entrambi artisti autodidatti, di umili origini rurali e montane, in cui la forza creativa si manifesta sin dall’infanzia, entrambi indissolubilmente legati al tema della terra, della natura, degli animali, della realtà rurale nella sua semplicità e complessità, nella sua bellezza e nella sua durezza, della vita popolare e del lavoro nei campi e nei boschi.
C’è poi l’importante figura, si potrebbe dire “di raccordo”, fra i due artisti, è quella del celebre scrittore e sceneggiatore di film come Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano, caposcuola del Neorealismo e fautore di un’arte popolare: CESARE ZAVATTINI (1902-1989). Amico e biografo di Ligabue, comprese sin dall’inizio anche il talento eccezionale di Annunziata Scipione, acquisendo alcuni suoi quadri per il Museo dei Naїfs di Luzzara (Reggio Emilia), suo paese natale, dove furono esposti di fianco alle tele del Ligabue e degli altri pittori più rappresentativi di quella tendenza allora definita appunto “Naїf”.
Di Cesare Zavattini questa mostra intende mettere in evidenza un altro aspetto, di grande valore, ma quasi del tutto sconosciuto: quello di Zavattini pittore, il cui percorso inizia già nel 1938 e prosegue fino al 1988, a pochi mesi dalla sua scomparsa. Si tratta quindi di una sorta di “conversazione” a tre, in cui emerge tutta la forza istintiva e visionaria, la poesia immediata di un’esperienza vissuta a stretto contatto con la terra.
Alla luce di tutto ciò, l’evento offre l’opportunità di mettere in luce, parallelamente, la cultura locale, le tradizioni, le peculiarità del territorio per cui è pensato e a cui è indirizzato. Attraverso il titolo stesso, RADICI, si intende comunicare tale affinità, creare un legame tematico-esistenziale con il territorio sul quale – e per il quale – viene organizzata la mostra.
– Inaugurazione mostra: Santuario San Gabriele: 11 luglio 2026, ore 18;
Tossicia: 11 luglio 2026, ore 19
– Orari apertura mostra: giovedì/venerdì: ore 16-19; sabato/domenica: ore 10-13 / 16-19
– Ingresso libero
** Info: Museo Stauròs (3484755206)
Visite all’antico convento francescano
In occasione delle celebrazioni per l’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, dal 1° luglio al 1° novembre 2026, sarà possibile visitare nei giorni festivi il chiostro dell’antico convento francescano (oggi abitato dai Passionisti) che conserva affreschi (dal XIV al XVII secolo) sulla vita del santo d’Assisi. (chiedere in sagrestia)



