
Pescara. La commissione Politiche sociali e della Salute del Comune di Pescara, presieduta da Vittoria D’Incecco, ha raccolto nell’ultima riunione la segnalazione di un cittadino della zona di San Silvestro sulla presenza di lupi in quell’area urbana e sul pericolo che i lupi possono rappresentare per gli altri animali.
Per approfondire l’argomento D’Incecco ha convocato in commissione Simone Angelucci, responsabile del Servizio Veterinario dell’Ente parco nazionale della Majella, in virtù del mandato che l’Ente Parco ha ricevuto dalla Regione di monitorare e gestire, su tutto il territorio abruzzese, i casi di lupi urbani, confidenti o problematici.
È proprio Angelucci a spiegare che “la presenza dei lupi in ambito periurbano e urbano è nota da qualche anno e come Ente Parco ci occupiamo dal 2023 di monitoraggi speciali e, eventualmente, della cattura di lupi. Le catture”, prosegue Angelucci, “possono essere finalizzate o alla applicazione di radiocollari satellitari, per comprendere meglio le dinamiche della presenza di questi animali in aree molto antropizzate, oppure, in alcuni casi (specificamente segnalati ed autorizzati dal ministero) per la rimozione di questi individui (in Abruzzo finora è avvenuto due volte)”.
Angelucci ha parlato nel dettaglio del monitoraggio dell’Ente Parco che in questi anni ha interessato già “Pescara colli, San Donato, ma anche Sambuceto e Santa Teresa di Spoltore e ha confermato la presenza stabile di nuclei familiari che vivono a ridosso dell’area metropolitana, alimentandosi prevalentemente di prede selvatiche, sporadicamente di animali domestici e senza manifestare generalmente, per ora, comportamenti confidenti nei confronti delle persone. Inoltre non è stata rilevata finora alcuna criticità per la pubblica incolumità”.
Per Angelucci, ma anche per D’Incecco, “il momento di istituzionale della commissione è molto positivo, a livello informativo”. E l’esperienza del Parco, conclude Angelucci, “ci porta a ritenere che ci debba essere una attivazione istituzionale rispetto a un fenomeno che non era conosciuto fino a pochi anni fa. La normativa individua come ente gestore la Regione, che si sta servendo della collaborazione scientifica del Parco nazionale della Majella, ma è necessario che ci sia una attivazione di tutta la filiera affinché si possano dare risposte ai cittadini per degli eventi che non sono particolarmente critici ma necessitano di un monitoraggio speciale, quindi di competenze sul territorio per dare risposte in primis ai sindaci che non hanno una responsabilità diretta nella gestione della fauna ma sono chiamati ad attenzionare il fenomeno per la loro responsabilità sulla pubblica incolumità”, conclude Angelucci.
“È nostro interesse”, commenta D’Incecco, “agire tempestivamente per cercare di arginare e risolvere il fenomeno. Il successivo passo sarà quello di convocare il dirigente della Regione quale autorità competente”.
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