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Pescara

Volontaria aggredita nel Dog Village di Montesilvano: “Il sindaco faccia chiarezza”

Montesilvano. “L’episodio di aggressione avvenuto nei giorni scorsi all’interno del Dog Village di Montesilvano impone una riflessione seria e soprattutto risposte chiare da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ottavio De Martinis”.

A dirlo è Paolo Sola, consigliere comunale del M5S di Pescara, in riferimento è quanto accaduto lo scorso 4 giugno, quando una volontaria della struttura a ridosso della foce del Saline, entrando nel recinto di un pitbull, è stata morsa a una coscia dal cane probabilmente attirato dai croccantini che la donna teneva in tasca.

Solo l’intervento di Carmelita Bellini, presidente dell’associazione che gestisce la struttura e che ha usato un collare di contenimento, permettendo alla volontaria di liberarsi dal morso e di essere, poi soccorsa e condotta in ospedale, in condizioni non gravi.

“Non bisogna alimentare processi mediatici nei confronti dell’animale coinvolto né contribuire a una narrazione semplicistica che individua nel cane il problema – commenta Sola – al contrario, ogni volta che si verificano episodi di questo tipo è doveroso interrogarsi sulla qualità della gestione, sulla presenza di personale qualificato e sui percorsi educativi e comportamentali adottati all’interno della struttura. Per questo riteniamo necessario che il Comune di Montesilvano faccia piena luce su alcune questioni che da tempo vengono sollevate da associazioni e volontari e che, ad oggi, non risultano adeguatamente chiarite”.

“La prima – spiega il consigliere pentastellato – riguarda il nominativo dell’educatore cinofilo indicato nella documentazione relativa alla gestione della struttura. È noto infatti che il professionista indicato come educatore responsabile abbia successivamente preso formalmente le distanze dall’associazione gestrice, dichiarando di non aver autorizzato l’utilizzo del proprio nome. Una circostanza sulla quale è indispensabile fare chiarezza”.

“La seconda – prosegue – riguarda la presenza effettiva all’interno del Dog Village di operatori adeguatamente formati. La gestione di cani provenienti da situazioni difficili, spesso caratterizzati da fragilità comportamentali dovute alla permanenza prolungata in canile, richiede competenze specifiche e personale preparato. Non basta la buona volontà: servono professionalità, organizzazione e continuità”.

“Il terzo aspetto – aggiunge Sola – riguarda la gestione sanitaria della struttura. Da quanto emerge, vi sarebbero dubbi sulla continuità dell’assistenza veterinaria dopo la scadenza, il 1° gennaio 2026, dell’incarico del responsabile sanitario precedentemente individuato. È necessario sapere se sia stata formalizzata una nuova nomina e quali garanzie esistano oggi sulla continuità delle cure veterinarie e del monitoraggio sanitario degli animali ospitati”.

Questioni, secondo Paolo Sola, che non riguardano soltanto Montesilvano, perché dopo la chiusura del canile di Via Raiale, presso il Dog Village sono ospitati anche numerosi animali di proprietà del Comune di Pescara e di altri enti convenzionati. Proprio per questo la trasparenza e il rispetto degli obblighi previsti dalle convenzioni devono essere assoluti e, secondo il consigliere pentastellato, dovrebbero essere pretesi anche dal sindaco di Pescara a tutela dei propri animali ospitati presso il Dog Village.

“Come ricordano le stesse associazioni animaliste, i sindaci mantengono la responsabilità giuridica e sanitaria degli animali ricoverati nelle strutture convenzionate. Per questo il sindaco De Martinis dovrebbe riferire pubblicamente sullo stato della gestione del Dog Village, sull’organizzazione del personale, sulla presenza delle figure professionali previste e sulle garanzie sanitarie oggi assicurate agli animali ospitati. L’obiettivo non è cercare colpevoli prima del tempo, ma evitare che episodi come quello raccontato in questi giorni possano ripetersi. Chi si occupa di benessere animale – conclude Paolo Sola – sa bene che alcune razze soffrono particolarmente la permanenza in strutture di ricovero e necessitano di percorsi costanti di socializzazione, educazione e monitoraggio. Quando questi percorsi vengono meno, il rischio è che a pagare siano tutti: gli animali, i volontari e gli operatori. Per questo servono risposte immediate, verifiche puntuali e la massima trasparenza”.

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