Asl Chieti, il contenzioso sui buoni pasto costa oltre 356mila euro
Taglieri (M5S) interpella Marsilio e Verì: "La Regione intervenga"

Chieti. “La ASL 02 Lanciano Vasto Chieti ha impegnato ingenti risorse pubbliche nel contenzioso legato alla gestione del diritto alla mensa e alla mancata erogazione dei buoni pasto ai dipendenti. Ho depositato una interpellanza in Consiglio regionale per chiedere al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e all’Assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì quali iniziative intendano assumere per porre fine a una vicenda che da anni produce costi rilevanti per le casse pubbliche senza risolvere definitivamente il problema”, dichiara il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri.
“Dai documenti ottenuti attraverso una richiesta di accesso agli atti presentata il 13 aprile scorso e riscontrata dalla ASL 02, dopo sollecito, il 25 maggio 2026, emerge che il costo provvisorio del contenzioso già liquidato ammonta a 356.834,34 euro”, spiega Taglieri. “Si tratta di una quantificazione parziale e destinata potenzialmente ad aumentare, poiché tredici procedimenti risultano ancora pendenti e diversi fascicoli rinviano la determinazione delle spese a successive deliberazioni. Inoltre, il prospetto trasmesso dall’Azienda riporta 95 delibere con importo pari a zero, riferite a contenziosi gestiti direttamente dall’Ufficio legale interno.
Dalla documentazione emergono affidamenti di incarichi legali esterni per oltre 226mila euro, liquidazioni ai legali incaricati per oltre 96mila euro, spese legali riconosciute alle controparti per oltre 260mila euro e recuperi pari a circa 74mila euro. Numeri che fotografano una mole impressionante di procedimenti davanti ai Tribunali del lavoro di Lanciano, Vasto e Chieti, alla Corte d’Appello e alla Corte di Cassazione. Un contenzioso seriale che ha assorbito per anni energie amministrative e risorse economiche che avrebbero potuto essere destinate ai servizi sanitari e al personale”.
Il Capogruppo del M5S sottolinea che “la questione non riguarda esclusivamente la gestione aziendale della ASL 02, ma chiama direttamente in causa anche il ruolo di indirizzo e coordinamento della Regione Abruzzo. In altre Aziende sanitarie regionali la problematica dei buoni pasto è stata affrontata attraverso accordi conciliativi, confronto sindacale e aggiornamenti regolamentari, limitando il ricorso alle aule di tribunale. Per questo è legittimo chiedersi perché nella ASL 02 il fenomeno abbia assunto proporzioni tanto rilevanti e quali azioni la Regione abbia messo in campo per prevenirlo”.
“Non vorremmo che dietro questa ostinata scelta di proseguire lungo la strada del contenzioso vi sia anche la volontà di non erogare in maniera continuativa i buoni pasto ai dipendenti, per contribuire alla riduzione del disavanzo sanitario regionale”, osserva Taglieri. “Se così fosse, sarebbe una scelta profondamente sbagliata perché il costo per il diritto alla mensa si ripresenterebbe alla fine delle cause in corso o delle conciliazioni, gravato dalle spese legali.
Il riequilibrio dei conti non può essere perseguito sulle spalle dei lavoratori e dei dipendenti del Servizio sanitario regionale. Parliamo di una materia sulla quale esiste ormai un consolidato orientamento giurisprudenziale e contrattuale che riconosce il diritto al buono pasto nelle condizioni previste dalla normativa e dai contratti collettivi.
Colpisce inoltre che, mentre si spendono centinaia di migliaia di euro tra incarichi legali, spese processuali e rimborsi alle controparti, in molte realtà italiane il valore del buono pasto viene incrementato per garantire un welfare aziendale più adeguato ai lavoratori. Le somme già sostenute per il contenzioso avrebbero potuto essere utilizzate per migliorare concretamente il beneficio riconosciuto al personale anziché alimentare una lunga stagione di cause giudiziarie”.
Attraverso l’interpellanza rivolta al Presidente Marsilio e all’Assessore Verì, il Capogruppo Taglieri chiede una ricognizione complessiva e trasparente di tutti i costi del contenzioso, comprensiva di spese legali, rimborsi alle controparti, recuperi e oneri indiretti; l’adozione di linee di indirizzo uniformi per prevenire ulteriori ricorsi e garantire criteri omogenei tra le Aziende sanitarie regionali; misure concrete per favorire soluzioni conciliative e transattive che evitino il protrarsi di giudizi seriali; nonché un monitoraggio regionale dei contenziosi giuslavoristici con la trasmissione al Consiglio regionale di una relazione aggiornata sullo stato dei procedimenti, sugli esiti definiti e sulle somme ancora da liquidare o recuperare.
“La Regione non può continuare a ignorare un fenomeno che ha assunto dimensioni tanto rilevanti” conclude Taglieri. “Vogliamo sapere perché, mentre altrove si sono trovate soluzioni condivise, nella ASL 02 si è continuato a percorrere la strada giudiziaria con costi elevati per la collettività. I lavoratori hanno diritto a regole chiare, l’amministrazione ha il dovere di utilizzare correttamente le risorse pubbliche e i cittadini meritano risposte trasparenti. È arrivato il momento di chiudere una stagione di contenziosi e aprire una fase di confronto e di buon senso amministrativo”.



