Giulianova, reparto Psichiatria. Gli operatori: trasferimento affrettato e senza certezze
Ipotizzati rischi per servizi e personale

Giulianova. Non si placa il malcontento tra gli operatori della Psichiatria di Giulianova dopo il confronto con la direzione aziendale sul progetto di riorganizzazione che prevede il trasferimento del reparto a Teramo. A preoccupare il personale non è tanto il principio della riforma, quanto le modalità e i tempi con cui la stessa sta venendo attuata.
Secondo gli operatori, il principale motivo di disagio riguarda l’urgenza con cui si starebbe procedendo proprio a ridosso della stagione estiva, in un momento particolarmente delicato per l’organizzazione dei servizi e con il reparto di Giulianova attualmente a pieno regime di ricoveri.
Le perplessità riguardano inoltre l’applicazione del decreto che prevede, accanto al reparto unico, anche l’attivazione di una struttura di lungodegenza a Giulianova, considerata indispensabile per garantire continuità assistenziale e supporto ai 16 posti letto previsti nel nuovo assetto. Una soluzione che, secondo gli operatori, dovrebbe essere realizzata contestualmente o comunque in tempi molto ravvicinati rispetto al trasferimento del reparto, per evitare disservizi agli utenti e ulteriori difficoltà organizzative.
Tra le criticità segnalate vi è anche l’incertezza sul futuro del personale. La direzione infermieristica avrebbe infatti comunicato che gli operatori eventualmente eccedenti rispetto alle necessità del nuovo reparto di Teramo potrebbero essere ricollocati in altre unità operative aziendali, senza indicazioni precise sui tempi di apertura della lungodegenza a Giulianova né sulla possibilità di essere successivamente assegnati a quella struttura.
“Non abbiamo ricevuto riunioni ufficiali né comunicazioni chiare. Ad oggi esistono soltanto indiscrezioni e informazioni frammentarie”, sostengono alcuni operatori, che chiedono maggiore trasparenza e certezze sul percorso organizzativo.
Secondo il personale, la tempistica scelta sarebbe inoltre difficile da comprendere. Viene evidenziato come siano stati accelerati i lavori attraverso il coinvolgimento di una ditta esterna per completare gli interventi necessari in pochi giorni, proprio alla vigilia delle ferie estive. Una coincidenza che, secondo gli operatori, alimenta ulteriori interrogativi sulle reali motivazioni dell’urgenza.
Nel mirino finiscono anche i criteri adottati per la selezione del personale destinato al nuovo reparto. Alcuni lavoratori denunciano il rischio che l’appartenenza attuale alla sede di Teramo possa prevalere sull’esperienza professionale maturata negli anni nell’ambito psichiatrico a Giulianova.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto la continuità assistenziale per i pazienti. Gli operatori sottolineano come l’ospedale di Giulianova registri tradizionalmente numeri di ricovero molto elevati e chiedono che ogni decisione venga valutata prioritariamente sulla base dei bisogni degli utenti.
“La riorganizzazione può essere condivisibile se finalizzata a potenziare il servizio, ma deve essere realizzata con equità, gradualità e nel pieno rispetto di quanto previsto dagli atti ufficiali”, affermano. Da qui la richiesta di conoscere tempi certi per l’attivazione della lungodegenza, criteri trasparenti per la gestione del personale e un cronoprogramma completo dell’intero progetto.
Per gli operatori, il nodo centrale non è il cambiamento in sé, ma il modo in cui esso viene gestito. “Le cose vanno fatte nei tempi giusti e applicando integralmente quanto previsto dal decreto. Procedere per fasi scollegate tra loro rischia di creare disservizi ai cittadini e disagi ai lavoratori. Chi opera ogni giorno sul campo chiede soltanto chiarezza, equità e rispetto”.



