
Pescara. Dopo la denuncia dei forum ambientalisti, l’opposizione si scaglia contro il sindaco di Pescara e chiede a Masci spiegazioni in aula sul presunto progetto per “tombare” tonnellate di rifiuti sotto il suolo dell’area di risulta.
Il consigliere comunale di AVS Enrico Di Ciano ha depositato un’interrogazione a risposta immediata al Sindaco di Pescara sull’area di risulta, dopo la denuncia pubblica lanciata il 30 maggio scorso da Forum H2O e Forum Ambientalista.
“Le associazioni”, riferisce Di Ciano, “denunciano che per il Lotto 1C — quello destinato a diventare il Parco Centrale — il Comune avrebbe presentato alla Conferenza dei Servizi del 25 maggio un progetto che non prevede la bonifica del suolo, ma la cosiddetta Messa in Sicurezza Permanente (MiSP), lasciando sotto terra oltre 16.000 metri cubi di rifiuti, pari a circa 24.000 tonnellate, coperti da un telo impermeabile, senza alcuna barriera al di sotto dei materiali contaminati”.
Di Ciano chiede, quindi, “al Sindaco di confermare o smentire questa ricostruzione, e – in caso di conferma – per quale ragione nei lotti precedenti della stessa area di risulta si è proceduto alla rimozione completa dei rifiuti, mentre per il lotto del Parco Centrale si propone la soluzione radicalmente diversa della MiSP?”
E ancora: “Il Sindaco ritiene compatibile la MiSP — con i vincoli permanenti sull’uso dei suoli comunali che essa comporta — con la destinazione a parco pubblico frequentato dai cittadini? Ed è disposto ad assumersi davanti al Consiglio Comunale la piena responsabilità politica di questa scelta? Nella documentazione progettuale è stata redatta l’analisi delle alternative alla MiSP, obbligatoria per legge? Se sì, per quale ragione la bonifica completa è stata scartata? Se no, per quale ragione è stata omessa? Quali misure di emergenza sulla falda sono state adottate? Le associazioni denunciano che per un decennio non sarebbe stato fatto nulla, in violazione dell’art. 242 del D.Lgs. 152/2006. È stata avviata la procedura per individuare il responsabile della contaminazione, al quale la legge impone di sostenere i costi della bonifica? In assenza di questo passaggio, scegliere la MiSP per ragioni economiche significa scaricare sulla collettività costi che altri dovrebbero pagare”.
Altrettando dura la posizione e simili i contenuti di un’interrogazione presentata da Massimiliano Di Pillo (Gruppo Pettinari), che afferma: “Dal 2005 il Comune sarebbe a conoscenza di una contaminazione diffusa e, come si evince dalla dichiarazioni di Augusto De Santis, le contaminazioni interesserebbero sia i terreni che la falda acquifera, caratterizzate dalla presenza di sostanze pericolose e cancerogene come piombo, idrocarburi, tetracloroetilene, cloruro di vinile e arsenico. Eppure, invece di rivalersi sui responsabili, si sceglie di far ricadere sulla collettività un danno patrimoniale milionario, stimato in oltre 10 milioni di euro, oltre ai perpetui costi di gestione della falda”.
Nel testo dell’interrogazione vengono evidenziate le “forti criticità del progetto di Messa in Sicurezza Permanente (capping) proposto dal Comune”, definito “un vero e proprio sarcofago bucato: un intervento che prevede un telo superiore ma nessuna impermeabilizzazione sul fondo, lasciando circa 24.000 tonnellate di rifiuti contaminati permanentemente a contatto con l’acqua sotterranea. Inoltre, l’Analisi di Rischio aggiornata al 2026 sul Lotto 1C (destinato al futuro parco) ha fatto emergere un rischio attuale da suolo profondo per esposizione indoor, con non conformità accertate per gli usi commerciali persino per gli immobili situati a trenta metri di distanza esternamente al perimetro del lotto. Ciò comporterà pesanti limitazioni d’uso e vincoli allo sviluppo urbanistico della proprietà comunale”.



