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L'Aquila

Lavori Superbonus ancora da pagare: difficoltà per impresa e dipendenti. Il caso

Abruzzo. Una situazione che mette in grande difficoltà l’azienda e di riflesso lavoratori e le relative famiglie per pagamenti che tardano ad arrivare.

L’impresa, romanda, ha eseguito lavorazioni nell’ambito di un appalto collegato ai lavori Superbonus 110% relativi alla realizzazione di una
struttura destinata ad attività riconducibili ad Anffas di Avezzano nel territorio di Pescina.

I lavori sono stati affidati attraverso una catena di sub-subappalti che coinvolgono aziende con sede a Pontecorvo (FR) e Pescina (AQ) che a sua
volta hanno preso in subappalto da un’impresa avente sede legale a Milano e sede operativa a Grosseto, tale impresa fungeva da General Contractor,
quest’ultima attiva nei lavori di efficientamento energetico.

“Come azienda abbiamo svolto regolarmente le opere richieste per un importo pari a circa 400 mila euro, ma ad ‘oggi abbiamo ricevuto soltanto una parte delle somme maturate”, spiegano azienda e lavoratori. “Da novembre 2025 risultano ancora non pagate somme per circa 300
mila euro. Le motivazioni che ci sono state riferite fanno riferimento alla mancata monetizzazione dei crediti fiscali legati all’intervento da parte del General Contractor.

“In questi mesi abbiamo ricevuto solo prese in giro, stanchi di ciò abbiamo iniziato una serie di ricerche anche con l’aiuto di altre imprese e fornitori che si trovano nella stessa nostra situazione e sono emersi aspetti davvero raccapriccianti. Abbiamo riscontrato elementi molto gravi che ci hanno spinto a rivolgerci alle autorità competenti.

Secondo quanto è emerso, il cantiere sarebbe stato indicato come quasi ultimato alla data del 31 dicembre 2025, nonostante lo stato reale dei lavori ad ‘oggi visibili, risulterebbero invece maturati crediti fiscali per circa 10 milioni di euro nel cassetto fiscale del General Contractor quindi come il totale dell’appalto a lavori ultimati e secondo indiscrezioni che scongiuriamo
quest’ultima li abbia già monetizzati non pagando praticamente quasi nessuno.

Abbiamo quindi chiesto alle autorità di effettuare tutti gli accertamenti necessari sulla gestione amministrativa e fiscale dell’appalto, oltre che
sulla corretta esecuzione delle opere realizzate, comprese quelle relative agli interventi di miglioramento sismico. In particolare, chiediamo di
verificare la correttezza di lavorazioni strutturali eseguite nell’autunno 2025 da una delle imprese locale coinvolta nel cantiere. Si trattano di
aspetti che ci auspichiamo siano non confermati dagli organi competenti, perché in caso contrario assumerebbero una rilevanza ancora maggiore oltre
che penale considerando anche la futura destinazione della struttura.

In questi mesi abbiamo potuto rilevare che non siamo purtroppo gli unici a vivere questa situazione, ma ci sono anche altre imprese e fornitori
operanti tra le province di L’Aquila, Teramo, Bari, Ascoli Piceno e Roma che starebbero affrontando problematiche analoghe e alcuni di essi avrebbero già presentato iniziative formali presso le autorità competenti, comprese
richieste cautelative di sequestro.

Sappiamo bene quanto siano lunghi i tempi della burocrazia, ma dietro questi numeri ci sono aziende, lavoratori e famiglie che stanno rischiando
conseguenze gravissime, nel nostro piccolo per quanto possa servire facciamo un appello alle Procure competenti di intervenire con la massima rapidità, attenzione e sensibilità.

Specifichiamo purtroppo che più volte abbiamo cercato un aiuto anche alle
amministrazioni comunali interessate, senza però ricevere alcuna risposta se
non le solite promesse

Tale situazione sta creando enormi difficoltà finanziarie alla nostra azienda con ripercussioni sugli obblighi verso dipendenti e fornitori, per
questo motivo continueremo a tutelare i nostri diritti in tutte le sedi competenti, affinché venga fatta piena luce sui fatti denunciati e vengano
accertate eventuali responsabilità di professionisti e tecnici compiacenti che hanno permesso che accadesse tutto ciò”.

 

 

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