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Pescara

Bilancio 2025 Pescara: Parco Nord a 20 milioni e “fornitori morosi pagati dal Comune”

Pescara. Approvato ieri dalla maggioranza di centrodestra, il rendiconto di gestione 2025 del consiglio Comunale di Pescara contiene anche l’incremento del fondo di contenzioso relativo al progetto di riqualificazione del Parco Nord, con cifre che arrivano a 20 milioni di euro.

“Per mesi abbiamo denunciato il rischio economico enorme legato alla gestione del progetto Parco Nord, venendo accusati di fare allarmismo. Oggi, però, sono i numeri ufficiali del rendiconto di gestione a raccontare una realtà molto diversa dalla propaganda”, commenta Paolo Sola, capogruppo del Movimento 5 Stelle.

“Tra gli elementi più significativi emerge infatti l’incremento del fondo contenzioso, arrivato a 20 milioni di euro”, spiega Sola, “Un dato che assume un significato politico e finanziario ancora più rilevante alla luce della vicenda Parco Nord e dell’esplosione del rischio economico legato agli espropri. Dopo l’arbitrato del novembre 2025, che ha portato il valore delle aree da circa 16 euro al metro quadro fino a circa 150 euro al metro quadro – incalza – il possibile costo complessivo degli espropri è improvvisamente schizzato verso cifre enormemente superiori rispetto a quelle previste negli atti iniziali del progetto. E allora la domanda è semplice: se davvero era tutto sotto controllo, perché oggi il Comune sente la necessità di aumentare in maniera così significativa, anche se insufficiente, gli accantonamenti per il rischio contenzioso?”.

Secondo il capogruppo pentastellato, “il rendiconto smentisce clamorosamente la narrazione trionfalistica portata avanti in questi mesi dall’amministrazione. Perché la verità è che i rischi esistono eccome. E il problema non riguarda soltanto Parco Nord, ma una gestione complessiva delle opere pubbliche fatta di ritardi, contenziosi, cronoprogrammi saltati e costi che continuano a lievitare. Il dato ancora più grave – conclude Paolo Sola – è che milioni di euro potrebbero essere immobilizzati per coprire errori di pianificazione e rischi generati da scelte amministrative sbagliate. Risorse che invece dovrebbero essere utilizzate per servizi, manutenzioni e bisogni reali della città”.

Polemico anche il gruppo Pettinari: “Il pesantissimo indebitamento del Comune nasce già durante l’amministrazione di centrosinistra 2004-2009, quando furono accumulati circa 40 milioni di euro di nuovi debiti. Una gestione che ha contribuito in maniera determinante a trascinare l’ente verso il predissesto finanziario”, ricordano i consiglieri Pettinari, Di Pillo e D’Andrea, “Le amministrazioni che si sono succedute negli anni, anziché invertire la rotta, hanno ulteriormente aggravato la situazione fino a far esplodere completamente il debito comunale. A pagare il prezzo di questa cattiva gestione sono stati i cittadini, costretti per anni a subire tasse e tributi ai livelli massimi consentiti. La vera vergogna, però, è che ancora oggi esistano centinaia di fornitori del Comune che continuano a ricevere pagamenti dall’ente pur risultando debitori nei confronti dello stesso Comune. Abbiamo denunciato casi clamorosi di grandi società che non avrebbero versato IMU per importi vicini al milione di euro, senza che l’amministrazione abbia messo in campo a nostro avviso azioni incisive e concrete per il recupero di queste somme”.

“Altro elemento estremamente preoccupante riguarda gli oltre 110 milioni di euro di residui attivi ancora presenti nel bilancio comunale”, rilanciano, “Significa, di fatto, che l’ente continua a mantenere nei conti poste che difficilmente verranno mai recuperate, utilizzandole però per garantire un’apparente tenuta finanziaria del bilancio. Un’amministrazione seria e responsabile avrebbe il coraggio politico e amministrativo di azzerare le poste inesigibili, evitando il rischio di creare una vera e propria bolla contabile destinata prima o poi ad esplodere”.

“A tutto ciò si aggiunge il tema delle telecamere T-Red, che continuano a elevare multe in maniera illegittima nei confronti di automobilisti che effettuano semplicemente un cambio di corsia, assimilando tali comportamenti al passaggio con il semaforo rosso. Una pratica contestata e già stigmatizzata dal Ministero dei Trasporti, che ha chiarito come tali sanzioni non possano essere elevate in questi casi”, concludono i 3 consiglieri civici, ricordando che “per tutte queste ragioni, il nostro voto sul rendiconto di bilancio 2025 è stato contrario”.

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