
Castel di Sangro. Non è solo un cantiere che si apre. È un collegamento che torna a vivere.
Partono i lavori sulla tratta ferroviaria Ateleta Castel di Sangro, un intervento da 13 milioni di euro finanziato con fondi FSC che riaccende i riflettori sulla storica linea Sangritana, asse strategico tra costa adriatica e aree interne dell’Abruzzo.
Un infrastruttura che parla di territori e comunità: lungo la tratta sono coinvolti 21 Comuni per oltre 39 mila abitanti, ma il bacino complessivo arriva a sfiorare i 100 mila cittadini, includendo anche realtà come Lanciano, Casoli e l’area industriale della Val di Sangro.
Il progetto è stato presentato questa mattina a Castel di Sangro alla presenza dei sindaci Angelo Caruso, Marco Passalacqua (Ateleta), Simona De Caprio (San Pietro Avellana), del presidente Tua Gabriele De Angelis e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Numeri, quelli presentati, che spiegano perché questo intervento va oltre il semplice ripristino ferroviario.
Il progetto si inserisce infatti in un percorso già avviato: sulla direttrice Fossacesia Castel di Sangro negli anni sono stati investiti circa 100 milioni di euro.
Un disegno chiaro, che punta a ridurre il divario infrastrutturale tra costa ed entroterra e a rimettere al centro aree rimaste a lungo fuori dai grandi flussi.
La novità è nel modello.
Non si tratta di riportare in esercizio la linea com’era, ma di ripensarla. Le caratteristiche tecniche della tratta spingono verso soluzioni innovative come il tram-treno: un sistema più leggero, flessibile e integrato, in linea con le esperienze europee.
Gli effetti attesi sono immediati: collegamenti più efficienti tra mare e montagna, maggiore accessibilità per le aree interne, supporto al sistema produttivo della Val di Sangro e nuove opportunità per il turismo.
Con un impatto anche sul traffico: meno gomma, più ferro, con benefici ambientali evidenti.
In questo scenario, il ruolo operativo è affidato a Tua Spa, società regionale di trasporti, chiamata a tradurre l’investimento in servizi concreti, garantendo gestione integrata e capacità tecnica.
Il segnale politico è netto: si investe anche dove è più difficile, dove i grandi numeri non bastano ma il valore territoriale è decisivo.
La linea Ateleta Castel di Sangro riparte da qui.
E con essa, l’idea di un Abruzzo più connesso.



