Omicidio stradale, nel vivo il processo che vede imputati presidente della provincia e consigliere comunale

Ascoli Piceno. Entra nel vivo il processo sulla tragica scomparsa di Carlo Angelini, il 74enne che perse la vita il 2 agosto 2022 in un violento scontro sulla Provinciale 49, in località Vignale.
Alla sbarra, con l’accusa di omicidio stradale aggravato, siedono il Presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, e il consigliere comunale di Valle Castellana, Simone Angelini.
Nell’ultima udienza davanti al giudice, ieri 20 aprile, l’attenzione si è focalizzata sulla deposizione dei carabinieri delle stazioni di Valle Castellana e Teramo. I militari hanno ricostruito la drammatica carambola che coinvolse quattro veicoli, ma il vero terreno di scontro tra le parti è stato il contenuto della scatola nera installata sulla BMW di Simone Angelini, la prima a impattare contro la vettura della vittima.
Secondo i rilievi tecnici, il dispositivo avrebbe registrato una velocità di 95 km/h in un tratto dove il limite è di appena 30 km/h. Un’eccedenza che, se confermata, peserebbe come un macigno sulla posizione degli imputati. Di contro, la difesa di Angelini ha prontamente contestato il dato, sostenendo che la scarsa copertura del segnale GPS in quell’area renderebbe la misurazione inattendibile.
La dinamica ricostruita dalla Procura delinea un quadro complesso: la vittima, al volante di una Citroen Saxo, avrebbe tentato il sorpasso di una Panda in un punto vietato, trovandosi di fronte le auto dei due amministratori che procedevano in senso opposto. Un impatto devastante che non lasciò scampo al pensionato, morto sul colpo.
Il dibattimento riprenderà il 22 settembre, data in cui verranno ascoltati altri soccorritori e una delle figlie della vittima, costituita parte civile.



