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Pescara

Nuova Pescara, Matricciani: “Referendum dovuto agli spoltoresi”

Spoltore. Tiene banco, con un nuovo referendum consultivo fissato al 14 giugno per i cittadini di Spoltore, seguito di una settimana da Montesilvano, la polemica sulla fusione dei Comuni verso la Nuova Pescara.

Il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha chiesto ieri ai “fronti del no” di rinunciare ai referendum, e a lui risponde oggi Lucio Matricciani, presidente dell’assice civica spoltorese, chiedendo “a gran voce alla Regione Abruzzo ed in particolare al Presidente della Giunta Marco Marsilio, al Presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri e a tutti i consiglieri regionali di affrontare con senso di responsabilità le gravi problematiche connesse all’attuazione del progetto di fusione che vede coinvolti i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore”.

“Le pesanti criticità che tutti noi addetti ai lavori – amministratori, dirigenti, responsabile e personale dipendente – stiamo affrontando quotidianamente nella gestione del processo di fusione dimostrano quanto questo progetto sia – per come è attualmente concepito – velleitario e irrealizzabile, con il rischio che alla data del 1° gennaio 2027 si arrivi ad una vera e propria paralisi amministrativa, con conseguenze pesantissime e forse nemmeno prevedibili sulla popolazione dei tre Comuni più grandi della Provincia di Pescara”, afferma Matricciani, “È necessario che la Regione prenda atto e si faccia carico di queste criticità, affrontando insieme alle Amministrazioni coinvolte un percorso rinnovato, gestibile e realmente utile per i territori”.

“Ormai sono continue e quotidiane le manifestazioni da parte della cittadinanza di Spoltore che esprime ai componenti di questa Amministrazione la propria ferma contrarietà al progetto di fusione, esplicitando un sentimento diffuso e radicato nella popolazione che non è mai stata veramente informata delle conseguenze alle quali avrebbe condotto la realizzazione del progetto in questione”, insiste, Per tutte queste ragioni oggi appare indispensabile – anzi imprescindibile – ricorrere ad una nuova consultazione popolare che – a distanza di oltre 12 anni dal referendum regionale – possa restituire l’effettiva volontà della cittadinanza in ordine ad una scelta ormai superata e che, tuttavia, avrebbe delle conseguenze profonde e irreversibili sul territorio e sulla popolazione. Riteniamo, infatti, che la scelta del referendum sia un vero e proprio atto dovuto per il rispetto che questa Amministrazione nutre nei confronti di una cittadinanza, ormai totalmente rinnovata rispetto al 2014 e pienamente consapevole dell’impatto che la fusione potrebbe avere sul territorio, sui servizi erogati e sulla quotidianità di ognuno”.

“Accogliamo, quindi, con favore la proposta di sedersi ad un tavolo con la Regione Abruzzo per affrontare con senso di responsabilità e consapevolezza una prospettiva futura che porti alla sospensione del processo di fusione in atto e porti ad una modifica profonda e radicale delle scelte effettuate con una prospettiva di rilancio anche delle aree interne, oggi colpite da un progressivo e forse irreversibile spopolamento”, conclude Matricciani.

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