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Teramo

Carabinieri forestali in campo contro gli avvelenamenti di animali nel Teramano

Definito "problema rilevante" in provincia, oggi controlli a Torricella

il nucleo carabinieri forestale di Torricella Sicura, con l’ausilio di unità cinofile antiveleno del reparto carabinieri parco di Assergi (AQ), ha battuto a tappeto nel fine settimana l’abitato di Torricella con l’intento di prevenire e contrastare l’odioso fenomeno dell’avvelenamento di animali domestici e/o selvatici.

L’uso dei veleni è una pratica non solo illegale, ma anche subdola e pericolosa. Può coinvolgere infatti in maniera non selettiva gli animali, domestici o selvatici, nonchè l’uomo, soprattutto laddove si tratti degli individui più indifesi, e l’ambiente inquinando il terreno e le acque superficiali, esprimendosi quale comportamento antisociale andando a minare la libertà altrui di accompagnarsi ad altri esseri viventi.

il gruppo carabinieri forestale di Teramo ha analizzato il fenomeno su scala provinciale al fine di meglio orientare i servizi di controllo del territorio riguardanti l’uso delle esche e/o bocconi avvelenati nonché la detenzione, l’acquisto e l’utilizzo illegale di agrofarmaci. La sostanziale continuità del fenomeno nel tempo indica che, nella provincia di Teramo, l’avvelenamento degli animali continua ad essere un problema rilevante anche se di fatto tendenzialmente in diminuzione.

Questo soprattutto in alcune aree del territorio provinciale dove il fenomeno assume un significato considerevole. Sono state infatti individuate 14 zone hotspots all’interno delle quali gli episodi appaiano ripetuti e ravvicinati nel tempo e nello spazio.

Nel corso degli anni sono state rilevate complessivamente, all’esito degli esami tossicologici effettuati sul materiale conferito, ben 32 sostanze attive diverse ed in 19 casi è stato rilevato l’utilizzo contestuale di due o più sostanze.

Le molecole tossiche utilizzate per confezionare le esche sembrano cambiare in funzione delle prevalenti attività nelle aree interessate: zone urbanizzate e periurbane, zone agricole intensive, zone di interfaccia rurale/forestale. Esiste infatti uno stretto rapporto tra le molecole tossiche impiegate, l’uso del suolo nonché la stagionalità dell’utilizzo a significare che, in generale, vengono utilizzate quelle sostanze che sono nella immediata disponibilità del responsabile del rilascio della molecola nell’ambiente, in relazione alle attività da esso svolte.

Nelle attività ricognitorie particolare aiuto è stato fornito dalle Unità Cinofile Antiveleno della componente Forestale dell’Arma dei Carabinieri che rappresentano uno strumento fondamentale per contrastare il fenomeno attraverso la ricerca delle esche o delle carcasse di animali morti per avvelenamento, nell’intento di acquisire fonti di prova e contestualmente bonificare il territorio.

Fortunatamente nel corso delle perlustrazioni odierne delle aree interessate non sono stati rinvenuti bocconi e/o esche. L’attività svolta oggi a Torricella Sicura dai carabinieri forestali verrà ripetuta nei prossimi mesi anche in altri comuni della provincia di Teramo, al fine di rendere sicure per gli animali di affezione e per i cittadini le aree urbane.

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