La storia di Alice arriva nelle aziende teramane VIDEO
Vittima di violenze dall'ex compagno, ha scritto la "Guida pratica verso la Libertà"

Una guida pratica verso la libertà, che non è solo il titolo del libro che ha scritto dopo la sua esperienza personale, ma delle vere e proprie “istruzioni per l’uso” per le donne vittime di ogni genere di violenza, che non sanno da dove cominciare.
A parlarne questa mattina Alice Chessa, sindacalista della Fim Cisl Ferrara, nella sede teramana con Marco Boccanera, segretario Fim Cisl, Arianna Malandra, coordinatrice donne Abruzzo-Molise della Cisl, Sara D’Alessio, della Rsu Glm Meccanica e Dorato Di Camillo, segretario interregionale, oltre ad Alberico Maccioni, segretario Cisl.
“Questa guida nasce da una storia vera: la mia. Quando ho deciso di denunciare, non sapevo da dove cominciare, a chi rivolgermi, cosa avrei trovato o perso. Mi sembrava che tutto fosse contro di me: il tempo, la paura, la confusione, la burocrazia, perfino certe persone da cui speravo aiuto. Molto spesso ciò che ti spinge a denunciare non è l’episodio più grave che hai subito. Puoi sopportare violenze fisiche, umiliazioni profonde, minacce quotidiane. Eppure rimani. Poi, all’improvviso, succede qualcosa che non avevi previsto, un interruttore che scatta e ti dice: “basta, non posso più tacere”. Per me quel clic è stato Nina, il cane che avevamo adottato insieme. Un giorno lui è riuscito a portarmela via con una scusa, e non me l’ha mai restituita. Ho sporto denuncia, ma non è servito a nulla. Non ho più avuto notizie di lei. L’ha usata per ricattarmi, per costringermi a incontrarlo, per ferirmi nel modo più crudele: colpendo un essere innocente che amavo. Perdere Nina è stato un dolore immenso, ma anche la rivelazione definitiva: lui non si sarebbe fermato davanti a niente. La prima volta che mi sono presentata in caserma, in un piccolo paese di provincia, l’agente mi disse di tornare il giorno dopo”.
“Guida verso la libertà” ha già raccolto reazioni positive nel Teramano, in un ambiente molto maschile come quello delle aziende metalmeccaniche. Alice ha spiegato di come l’ex compagno violento sia incredibilmente in carcere per un altro reato e non per averla a più riprese picchiata, tanto da farle avere paura persino di far salire suo figlio in auto.
“Non posso spingere una donna a denunciare – ha detto l’autrice e sindacalista – Perché molte non lo fanno perché non sanno dove andare e come vivere. È lo Stato che deve garantire per loro un’altra vita, dando la possibilità di avere un’alternativa. Non sono pazze che, picchiate, tornano a casa dopo essere state in pronto soccorso”.
Il libro è scaricabile gratuitamente a questo LINK.



