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Pescara

I carabinieri di Pescara festeggiano i 102 anni del Sottotenente Rossi

Pescara. Nella mattinata odierna, presso la sede del Comando Provinciale di Pescara, il Comandante regionale Gianluca Feroce e il comandante Stefano Ranalletta, hanno ricevuto il Sottotenente Abramo Rossi, celebrando, in una ristretta cornice di colleghi e familiari, il suo 102esimo compleanno.

Nel corso della cerimonia il generale Feroce, nel consegnare il dono fatto pervenire dal Comandante Generale, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha sottolineato come il Sottotenente Rossi rappresenti per l’Arma e per tutta la comunità pescarese un prezioso patrimonio di valori e di memoria storica, un esempio per tutte le generazioni.

Gli auguri per le 102 candeline hanno particolarmente commosso l’Ufficiale che, grato per la sorpresa, ha ripercorso i momenti più importanti della sua vita nell’Arma.

Rossi, nato a Colonnella il 6 marzo 1924, si è arruolato nei carabinieri il 13 marzo del 1943 e ha frequentato la Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Al termine del corso il successivo 7 ottobre, in Roma, durante un rastrellamento effettuato dell’esercito tedesco, fu deportato in un campo di prigionia in Austria, sino alla sua liberazione avvenuta il 15 aprile 1945.

Al suo rientro in patria ha prestato servizio nell’Arma per altri 36 anni sino al 19 marzo 1979, in diversi comandi del territorio nazionale, terminando la sua esperienza al comando della Stazione Carabinieri di Roccaraso.

Oggi, si dedica, instancabilmente, alla divulgazione della sua esperienza: quando può gira per le scuole di ogni ordine e grado, ove con passione e sentimento porta la sua testimonianza di quel drammatico periodo storico e, soprattutto, delle esperienze dei militari italiani internati.

Nel corso del breve incontro, a cui hanno partecipato i figli e la moglie Pia, sposata nel 1962, oltre a ringraziare per i graditi auguri il Rossi ha affermato che, nonostante gli anni trascorsi dal congedo, sente ancora vivo l’orgoglio di aver prestato servizio nella Benemerita, della quale porta sempre gli alamari “cuciti sulla pelle”.

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