
Tortoreto. Torna a parlare del Palazzo delle suore (ex Eca), Libera D’Amelio in un confronto dialetti ed epistolare con la vicesindaco Arianna Del Sordo relativamente alla documentazione e alle date oggetto dello stesso botta e risposta.
La capogruppo di Tortoreto al Centro, nella sua replica, parte da un assunto: la trasparenza non è allarmismo, ma dovere istituzionale.
“Non vi è stato, né vi è, alcun allarmismo. Respingo fermamente tale accusa”, sottolinea.
L’attività svolta da questo Consigliere comunale rientra esclusivamente nell’esercizio — doveroso e non facoltativo — delle funzioni di controllo, studio e vigilanza proprie del ruolo di minoranza consiliare, poste a garanzia dell’interesse pubblico.
I fatti sono semplici e incontestabili.
Primo
Il Palazzo Ex ECA rappresenta da decenni una promessa di riqualificazione annunciata alla città. Solo oggi, grazie ad un finanziamento straordinario di circa 6 milioni di euro, si è finalmente aperta una concreta opportunità di restituzione alla comunità di un immobile strategico.
Secondo
A seguito degli annunci pubblici dal tono trionfalistico con cui l’amministrazione comunale comunicava l’arrivo delle risorse, in data 22 gennaio richiedevo formalmente tutta la documentazione relativa all’intervento, al fine di svolgere una verifica preventiva e responsabile.
Terzo
Dallo studio degli atti emergeva chiaramente che l’Ordinanza n. 250 del 22 dicembre 2025, a firma del Commissario Straordinario Guido Castelli, prescriveva all’articolo 2 termini puntuali entro i quali
il soggetto attuatore — ossia il Comune di Tortoreto — avrebbe dovuto trasmettere il cronoprogramma
attuativo, fissando la scadenza al 31 gennaio.
Quarto
Conseguentemente veniva inoltrata specifica richiesta PEC per acquisire tale cronoprogramma.
Quinto
Solo in data 16 febbraio veniva trasmesso alla sottoscritta documento recante data 5 febbraio, dunque successiva al termine previsto dall’ordinanza vigente. È questo il punto politico e amministrativo centrale, sul quale il comunicato dell’assessore Del Sordo
tenta impropriamente di sovrapporre interpretazioni difensive.
Richiamare oggi l’Ordinanza n. 129 del 13 dicembre 2022, firmata dall’allora Commissario Giovanni
Legnini, appare logicamente e giuridicamente inconferente.
Quell’atto è stato infatti superato da successivi provvedimenti, culminati proprio nell’Ordinanza n.
250 del 2025, adottata anche alla luce dei numerosi passaggi amministrativi intervenuti negli anni
successivi, tra cui — non secondaria — la nomina del nuovo Responsabile Unico del Progetto del 9
settembre 2025.
Se fosse valida la ricostruzione proposta dall’Assessore, tutti gli adempimenti successivi al gennaio
2023 risulterebbero privi di ragione amministrativa.
È evidente che non sia così.
Sarebbe stato istituzionalmente più lineare riconoscere la segnalazione ricevuta come un contributo
utile, anziché costruire una narrazione difensiva che finisce per apparire un maldestro tentativo di
giustificazione.
Ancora più grave risulta il passaggio nel quale l’Assessore tenta di trasferire sugli uffici tecnici rilievi
che erano — e restano — esclusivamente politici.
Non ho mai mosso critiche alla struttura tecnica comunale, verso la quale nutro rispetto pieno.
Il potere di indirizzo, la definizione delle priorità e la responsabilità dell’azione amministrativa
appartengono però alla parte politica e, nello specifico, all’Assessorato ai Lavori Pubblici guidato dalla
stessa Del Sordo.
Ogni diversa lettura rappresenta una inaccettabile alterazione del senso delle mie dichiarazioni.
Parimenti respingo con fermezza l’affermazione secondo cui la richiesta di eventuale intervento
sostitutivo del Commissario costituirebbe una lesione dell’immagine dell’Ente.
Si tratta di una caduta di stile istituzionale.
L’ordinanza 250 all’art 2 comma 5 prevede espressamente tali strumenti proprio a tutela dell’efficacia
dell’azione amministrativa. Invocarli non significa delegittimare il Comune, ma esercitare fino in fondo
il mandato ricevuto dai cittadini.
Ritengo tale affermazione profondamente offensiva, non solo sul piano personale ma soprattutto sotto
il profilo istituzionale.
La mancanza di fiducia richiamata nel comunicato dell’Assessore esiste, sì — ma è una mancanza di
fiducia politica nei confronti dell’attuale Amministrazione comunale, mai nascosta e condivisa da
molti cittadini che questo Consigliere rappresenta in Consiglio comunale.
Ed è proprio questo controllo ad aver fatto emergere una discrasia che non riguarda meri formalismi di
data, bensì la concreta efficacia dell’azione amministrativa.
Resta infatti un dato oggettivo: il cronoprogramma trasmesso successivamente alla sollecitazione
consiliare è accompagnato da una richiesta di proroga per l’avvio dei lavori, presentata ancor prima
dell’effettiva partenza dell’iter operativo e progettuale.
Circostanza che rende quantomeno singolare leggere oggi dichiarazioni rassicuranti sui tempi
dell’opera.
I cittadini meritano verità, trasparenza e competenza.
E meritano amministratori capaci di distinguere tra critica politica e attacco personale.
Il mio intervento non è mai stato un esercizio di puntiglio, ma un atto di responsabilità istituzionale
volto a ricordare che i finanziamenti pubblici rappresentano opportunità irripetibili che
impongono rigore assoluto.
Su un punto, tuttavia, concordo pienamente con l’Assessore Del Sordo: il Palazzo Ex ECA deve
diventare realtà.
Proprio per questo continuerò ad esercitare, con determinazione e senza arretramenti, il ruolo di
controllo che i cittadini mi hanno affidato.
Da ultimo, rinnovo il ringraziamento al Commissario Straordinario Guido Castelli, alla struttura della
Ricostruzione e agli enti sovracomunali per l’importante opportunità concessa al Comune di Tortoreto”.



