
Giulianova. Nella gestione dell’area ex Moma, a Giulianova, ci sono dei dubbi sollevati dal gruppo consiliare Nos-Noi Coltura politica. Ragione per la quale è stata presentata un’interrogazione consiliare.
I fatti
Vi è un’area di 6.000 metri quadri in prima fila sul Lungomare nord. Un tesoro per il nostro turismo. Eppure, la giunta ha approvato una variante per trasformare quest’area da alberghiera a residenziale. In pratica: meno posti letto per i turisti, più cemento per esosi appartamenti privati.
Inoltre, proprio pochi mesi fa, l’assessore Di Carlo dichiarava che a Giulianova servirebbero 20 nuovi hotel per crescere. E allora la domanda giunge spontanea: se mancano gli hotel, perché cancelliamo le aree dove essi dovrebbero sorgere?
Non è tutto. Abbiamo sollevato dubbi tecnici sul rispetto delle distanze minime tra i palazzi. Se il progetto non fosse a norma, chi pagherebbe i danni di eventuali ricorsi? Del resto, ci risulta il fatto che la Sovrintendenza abbia già espresso perplessità e raccomandazioni in relazione alle altezze.
Le richieste
Qual è il vero vantaggio per i cittadini in questa operazione?
Perché sacrificare il turismo per il residenziale (un residenziale per pochi “eletti”, che non offre risposte alla crisi abitativa)?
Sono state verificate le distanze legali prima di dare il via libera?
Giulianova non ha bisogno di essere lottizzata: ha bisogno di essere programmata.
Non possiamo permettere che il nostro lungomare diventi un quartiere dormitorio”.



