
“I dati di ricerca sull’evoluzione del mercato del lavoro indicano ancora di più l’esigenza che le nuove generazioni si dotino di competenze scientifiche e tecnologiche, le cosiddette materie STEM”. Lo afferma l’assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, alla luce dell’ultimo rapporto del ministero del Lavoro sui cambiamenti del mercato del lavoro con l’avvento dell’intelligenza artificiale.
“Tutti gli indicatori – aggiunge l’assessore Magnacca – segnalano una direzione univoca che abbiamo il dovere di intercettare per dare maggiori possibilità di lavoro e crescita professionale ai nostri giovani. L’introduzione dell’intelligenza artificiale sta accelerando un processo che già procedeva spedito: le aziende cercano sempre più competenze digitali avanzate e il fenomeno riguarda sia i tradizionali profili Stem sia specializzazioni tecniche che finora non erano state associate alla rivoluzione digitale. È nostro dovere, quindi, creare le condizioni ambientali e politiche per favorire questo tipo di formazione, oltre a dare gli strumenti economici e finanziari per favorire l’assunzione dei lavoratori con competenze scientifiche”.
Il dato emerso dal rapporto del ministero del Lavoro sembra disegnare una nuova disciplina dell’incrocio domanda/offerta, punto nodale che guida gli andamenti del mercato del lavoro. In questo senso, oltre la metà delle pubbliche amministrazioni utilizza servizi internet di server, software e database che sono legati all’AI, mentre altrettanto avanzata è l’azione delle imprese private su questo terreno. Nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 dipendenti utilizza tecnologie di intelligenza artificiale; una quota più che raddoppiata rispetto all’8,2% del 2024. Un balzo in avanti significativo, anche se resta inferiore alla media Ue del 20%.
“Ma è sulla capacità di stare al centro di questo cambiamento che si gioca la sfida decisiva – sottolinea l’assessore alle Attività produttive -. Sappiamo già che nei prossimi anni il mercato del lavoro chiederà oltre 3,2 milioni di nuovi occupati. In particolare avrà bisogno di formazione tecnica e specialistica con competenze digitali, green e gestionali. Si stima infatti che tra il 2026 e il 2029 saranno necessari 1,2/1,3 milioni di laureati e diplomati Its, mentre il 45% delle nuove assunzioni riguarderà profili tecnici diplomati. Parlo di sfida perché in Abruzzo, come in molte altre regioni italiane, l’industria 4.0, il digitale e la ricerca avanzata sono settori in forte espansione, ma allo stesso tempo non arriva la stessa forza propulsiva dal lato della domanda. Ad esempio – aggiunge Tiziana Magnacca – la presenza femminile nei settori STEM resta drammaticamente bassa; per questo è fondamentale incoraggiare le ragazze a intraprendere questi percorsi, perché le donne dimostrano da sempre grandi abilità e capacità, ma troppo spesso si trovano davanti a barriere culturali e sociali che ne continuano a limitare la partecipazione. Vogliamo cambiare questa tendenza, vogliamo dare una nuova prospettiva promuovendo un ambiente educativo e lavorativo più inclusivo e aperto”.



