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La truffa dello scontrino al bancomat è virale: in cosa consiste e come evitarla

Un gesto automatico, quasi meccanico: prelevare contanti, prendere la ricevuta e infilarla in tasca. Oppure lasciarla lì, nello sportello automatico, perché “tanto non serve”. È proprio su questa disattenzione che si basa la cosiddetta truffa dello scontrino al bancomat, un raggiro che sta tornando a circolare in diverse città italiane, come testimoniato dalla viralità di un recente post social di Truffa.net.

Questa cattiva abitudine ha dato il “là” ad una frode, partita in Salento ma diffusasi in tutta la Puglia. I Carabinieri di Lecce, una delle province più colpite dal fenomeno, hanno acceso i riflettori sul meccanismo utilizzato dai truffatori e sulle precauzioni da adottare.

A ricostruirne il funzionamento è una nuova analisi di Truffa.net, portale specializzato in informazione e prevenzione delle truffe online e offline. Il meccanismo è tanto semplice quanto insidioso: i truffatori raccolgono scontrini lasciati negli ATM o nei cestini vicini agli sportelli automatici. Anche se non contengono dati completi della carta, le ricevute riportano informazioni come parte del numero di conto, saldo disponibile, data e ora dell’operazione. Elementi che, combinati con tecniche di social engineering, possono diventare strumenti per tentativi di frode più articolati.

Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio di truffe bancarie ibride, dove elementi offline (come documenti cartacei o conversazioni di persona) vengono utilizzati per rafforzare attacchi digitali. Non si tratta quindi di un furto diretto tramite lo scontrino, ma di un tassello che contribuisce a costruire un raggiro più complesso.

A conferma di quanto il tema sia oggi particolarmente sentito, un video pubblicato sul profilo ufficiale TikTok di Truffa.net il 18 febbraio 2026 ha registrato 76.654 visualizzazioni, generando 436 like, 429 condivisioni, 84 salvataggi in poche ore. Un dato che testimonia l’attenzione crescente verso le truffe bancarie quotidiane e i rischi legati agli sportelli automatici.

In molti casi lo schema evolve: la vittima può essere contattata telefonicamente da un falso operatore bancario che, facendo riferimento a un’operazione realmente effettuata (di cui conosce data e importo grazie allo scontrino), riesce a guadagnare credibilità. A quel punto la richiesta riguarda codici temporanei (OTP), credenziali di accesso o conferme di sicurezza. È così che il semplice abbandono di una ricevuta cartacea può trasformarsi in un rischio concreto per il conto corrente.

I Carabinieri di Lecce hanno diffuso alcuni consigli pratici

non lasciare mai allo sportello bancomat lo scontrino, ma conservarlo oppure distruggerlo immediatamente;
evitare assolutamente di fornire dati personali e bancari al telefono, poiché le banche non lo richiedono mai;
attivare le notifiche SMS per essere informati in tempo reale sui movimenti del conto.
Secondo gli esperti di Truffa.net, la prevenzione passa da comportamenti quotidiani apparentemente banali ma decisivi. “Le truffe più efficaci non sono necessariamente le più sofisticate, ma quelle che sfruttano abitudini radicate e distrazioni comuni. Lo scontrino del bancomat può sembrare innocuo, ma nelle mani sbagliate diventa uno strumento per costruire attacchi credibili. La prima difesa resta l’informazione”.

L’analisi completa è disponibile su: https://www.truffa.net/news/truffe-e-raggiri/truffa-degli-scontrini-bancomat-in-cosa-consiste-e-come-evitarla.html

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