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Liste di attesa, Di Giosia: “Metto in gioco la mia permanenza, risolverò” VIDEO

E sull'atto aziendale: "Sono fiducioso". La Verì svela riunione nel pomeriggio

Il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, a margine di una conferenza stampa odierna, ha usato parole forti sul problema delle liste di attesa.

Il dg ha sottolineato che risolverà la questione, mettendo in ballo per la questione anche la sua permanenza. 

E sull’atto aziendale e la speranza di dare la Uoc a Chirurgia Generale di Sant’Omero per contrastare la mobilità passiva verso le Marche: “Sono fiducioso”.

A tal proposito, l’assessora regionale alla Sanità Nicoletta Verì ha svelato che nel pomeriggio si svolgerà un approfondimento anche su queste tematiche. La conferenza odierna su un nuovo reparto nel Mazzini, è stata anticipata da un summit tra Di Giosia e Verì.

 

D’ALBERTO Sull’argomento era intervenuto il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. “I dati pubblicati dal Sole 24 ore sulle liste d’attesa, così come emergono dalla nuova piattaforma nazionale di monitoraggio attivata dall’Agenas, purtroppo, non ancora consultabile dai cittadini nell’ultima versione, confermano la totale assenza di una politica sanitaria sul territorio regionale. Assenza che si traduce, troppo spesso, nel mancato riconoscimento di quel diritto alla salute costituzionalmente garantito. Per quanto riguarda la ASL di Teramo, in particolare, proprio i dati relativi alle liste d’attesa erano tra quelli che mi avevano spinto ad esprimere, in sede di comitato ristretto, un giudizio critico nei confronti della governance aziendale. Senza voler gettare la croce addosso a nessuno, nella consapevolezza che le liste d’attesa discendono da una molteplicità di fattori, è evidente come serva un netto cambio di passo. Sulla sanità non possono consumarsi scontri politici. La conflittualità registrata anche nel corso dell’ultima commissione di vigilanza ha fatto emergere, ancora una volta, come a prevalere oggi siano logiche di partito. Serve, al contrario, un’assunzione di responsabilità collettiva che guardi solo al bene delle nostre comunità”.

Così il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto che dopo la pubblicazione, da parte del quotidiano Il Sole 24 Ore, dei primi dati relativi al 2025 e a un panel di 8 prestazioni sentinella, che evidenziano come l’Abruzzo sia tra le Regioni con le maggiori criticità, risultando la peggiore in Italia per quattro delle 8 prestazioni (colonscopia totale – con endoscopio flessibile; gastroscopia – esofagogastroduodenoscopia; TAC del torace; prima visita dermatologica). Tra le ASL, in particolare, quella di Teramo l’alert riguarda l’ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici, per i quali vengono indicati tempi di attesa fino a 861 giorni per le prestazioni che dovrebbero essere erogate massimo in 120 giorni e di 45 giorni per quelle in classe breve (entro 10 giorni), per la gastroscopia – esofagogastroduodenoscopia, con tempi di attesa che per le prestazioni entro 120 giorni si dilatano fino a 465 giorni, per la TAC del torace, dove si arriva a 191 giorni invece dei 120 previsti.

“Nonostante i correttivi annunciati in questi anni da Regione e ASL ad oggi dobbiamo prendere atto che siamo molto indietro sulle liste d’attesa, con tutto ciò che questo comporta per la salute dei cittadini – conclude il primo cittadino – e questa situazione è ancora più grave se consideriamo che, invece, per le prestazioni in intramoenia i tempi sono di pochi giorni. E così la salute diventa un diritto garantito solo in base al censo. Non è un caso che tutti i dati ci dicono che sempre più cittadini rinunciano alle cure per questioni di natura economica. Vanno messe in campo soluzioni efficaci che risolvano seriamente il problema dei ritardi e che rendano edotti i cittadini dei loro diritti. Siamo consapevoli che un grande problema resta quello dell’appropriatezza prescrittiva e anche della mancata indicazione sulle ricette, troppo spesso, della classe di priorità. Ma anche rispetto a questo tema vorremmo sapere quali attività hanno messo in campo ASL e Regione rispetto ad una corretta sensibilizzazione dei medici di base. Il sistema funziona solo se tutti si assumono la propria parte di responsabilità, mettendo da parte posizioni ideologiche e partitiche e lavorando tutti insieme per risolvere le criticità che ci sono e dare le giuste risposte ai cittadini”.

Anja Cantagalli

Giornalista, dronista, videomaker

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