
Teramo. “Siamo totalmente d’accordo con quanto denunciato dal consigliere Cavallari sul problema del carcere di Castrogno”. È quanto afferma Marco Boccanera, segretario territoriale Fim-Cisl Teramo e vice coordinatore Cisl, intervenendo sulle condizioni della casa circondariale teramana durante questa estate caratterizzata da temperature particolarmente elevate.
Secondo Boccanera, la situazione del carcere di Castrogno non riguarda soltanto gli operatori e le lavoratrici e i lavoratori che vi prestano servizio quotidianamente, ma rappresenta una questione più ampia di dignità e rispetto della persona.
“Parliamo di sovraffollamento, di caldo asfissiante, di persone trattate come ultimi. E in un Paese civile questo non è accettabile”, sottolinea il rappresentante sindacale.
Nel suo intervento, Boccanera allarga il tema alle condizioni di chi vive situazioni di fragilità sociale ed economica, citando anche le persone che, dopo i recenti eventi atmosferici, si trovano in difficoltà nel riparare le proprie automobili necessarie per raggiungere il posto di lavoro, così come i lavoratori con contratti precari e di brevissima durata.
“Gli ultimi sono anche quelli che hanno preso la grandinata e non sanno come rimettere a posto le macchine per andare a lavorare. Sono quelli con i contratti interinali di una settimana, senza futuro. Sono quelli che finiscono in carcere prima che la giustizia faccia il suo corso, in condizioni che non danno né dignità né salute», afferma.
Il segretario della Fim-Cisl richiama quindi il principio secondo cui chi commette un reato deve rispondere delle proprie responsabilità, ma senza che questo comporti la perdita dei diritti fondamentali.
“Chi sbaglia deve pagare. Ma deve pagare con dignità. E chi lavora in quelle condizioni ha diritto a sicurezza e rispetto», sostiene Boccanera.
La situazione del carcere di Castrogno, aggiunge, “si discute da tempo”, ma a fronte delle criticità denunciate le soluzioni continuerebbero a tardare.
“Prendere una posizione oggi significa fare un atto di civiltà”», conclude il rappresentante sindacale, affidando a una frase il senso del suo intervento: “La dignità non va in vacanza. Neanche a Castrogno”.



