
Chieti. Non si ferma l’azione dei consiglieri comunali Mario De Lio, Stefano Costa e Damiano Zappone per fare luce sull’assegnazione dei locali dell’“ex Pescheria”. Dopo la discussione in aula dello scorso 9 febbraio, i consiglieri hanno depositato ieri mattina una formale istanza di accesso agli atti (ex Art. 6 Regolamento C.C.), inviando la documentazione per conoscenza anche a Sua Eccellenza il Prefetto di Chieti.
“Risposte evasive e canone irrisorio” I consiglieri si dichiarano insoddisfatti delle spiegazioni fornite dall’Assessore in aula. “Risposte evasive in aula” durante la seduta del 9 febbraio e dichiarano che “ Restano ombre pesantissime sulla legittimità di un bando che elude il Regolamento Comunale”.
“Assegnare un bene monumentale senza una gara vera, a cifre che sembrano non rispecchiare il valore del patrimonio, è uno schiaffo ai cittadini, specie in una città in dissesto finanziario”.
Violazione del Regolamento Comunale L’istanza mira a verificare il perché l’Amministrazione abbia ignorato le proprie stesse regole. La Determinazione n. 1162/2025 elude infatti gli articoli 16 e 20 del Regolamento per le Concessioni (Del. C.C. 189/2022). “Mentre il Regolamento impone punteggi oggettivi e graduatorie tecniche, l’Amministrazione ha scritto nel bando di essere ‘insindacabilmente libera’ di decidere”. “Questo trasforma un’evidenza pubblica in un affidamento diretto mascherato”.
Un bando “su misura”? Resta il forte sospetto sulla tempistica: l’Ente aveva già in mano la proposta dell’Associazione “Chieti Welcome” dal 22 settembre 2025. “Dare solo 15 giorni di tempo per presentare progetti complessi di arte e innovazione, sapendo che qualcuno quel progetto lo aveva pronto da tre mesi, rompe ogni principio di parità di trattamento (par condicio)”.
Inosservanza delle prescrizioni del Ministero In regime di dissesto, il Decreto del Ministero dell’Interno n. 0122544/2024 impone allo Stato lo scrupoloso rispetto delle norme per risanare i conti. “Ignorare criteri di punteggio e graduatorie per favorire scelte arbitrarie espone l’Ente al rischio di danno erariale”.
La diffida: “Risposte entro 5 giorni” I consiglieri ricordano che, ai sensi dell’Art. 6 del Regolamento consiliare, i Dirigenti hanno l’obbligo di rispondere entro cinque giorni. “Vogliamo vedere la proposta originale, le perizie di congruità del canone e i verbali di valutazione. La città deve sapere se la Pescheria è stata assegnata per merito o per insindacabile simpatia politica”.



