
Tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni: questa la sentenza, dopo quasi otto ore di camera di consiglio, del processo d’appello bis per la tragedia di Rigopiano in Corte d’Appello a Perugia.
Condannati a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Assolti l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, l’ex tecnico comunale Colangeli e i tre dirigenti regionali Giovani, Belmaggio e Primavera. Due prescrizioni per gli ex dirigenti della provincia Di Blasio e D’Incecco.
Con i capi di imputazione di omicidio colposo plurimo non aggravato in concorso formale con crollo di costruzione colposo aggravato dalla verificazione del danno, nell’appello bis a Perugia il Pg Paolo Barlucchi aveva chiesto: tre anni e dieci mesi per i cinque dirigenti della Regione Abruzzo Carlo Giovani, Emidio Primavera, Pierluigi Caputi, Vincenzo Antenucci e Carlo Visca, assolti in primo e secondo grado nei processi in Abruzzo; la conferma di due anni e otto mesi per l’ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, condannato in primo e secondo grado; due anni e otto mesi anche per il tecnico comunale Enrico Colangeli, assolto in primo grado e condannato in secondo grado a due anni e otto mesi; tre anni e quattro mesi per i due tecnici della Provincia di Pescara Mauro Di Biasio e Paolo D’Incecco, condannati alla stessa pena nei primi due gradi di giudizio.
Chiesto, invece, il proscioglimento dell’ex dirigente regionale Sabatino Belmaggio, assolto in primo e secondo grado nei processi in Abruzzo.
“Per la prima volta – ha detto il l procuratore generale Paolo Barlucchi – si riconosce l’inerzia e la responsabilità di una pubblica amministrazione per una tragedia. Sentenza per certi aspetti storica. Certo, si tratta di un riconoscimento parziale, ma dobbiamo attenerci alla volontà dei giudici”.
TENSIONE TRA I PARENTI DOPO LA SENTENZA
Momenti di tensione al termine della lettura del dispositivo: l’avvocato dell’ex sindaco di Farindola Lacchetta, Cristiana Valentini è scoppiata in lacrime per il pronunciamento di assoluzione. Una reazione che non è piaciuta ai parenti delle vittime, in particolare alla madre di Stefano Feniello che ha urlato: “Si piange per la morte di un figlio non per un’assoluzione”.
MARSILIO: RISPETTO E DOLORE
“Accogliamo la sentenza sul processo relativo alla tragedia di Rigopiano con rispetto e con il profondo senso di responsabilità che spetta alle istituzioni. Questa decisione non può che suscitare sentimenti di dolore e di partecipazione verso i familiari delle vittime e i superstiti di quella terribile notte del 18 gennaio 2017. Nessuna decisione giudiziaria potrà mai restituire le vite perdute, né cancellare la ferita profonda che quella tragedia ha lasciato nella comunità abruzzese e nel cuore di tutto il Paese. Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di accogliere e rispettare le decisioni del giudice con equilibrio e senso civico. Attendiamo ora la pubblicazione delle motivazioni per poter esprimere una valutazione più completa su quanto stabilito. Rinnovo infine la mia più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che, in questi anni, hanno cercato giustizia e verità con coraggio e dignità”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.



