Tortoreto, l’immobile confiscato alla criminalità si trasforma in una casa di accoglienza per vittime di violenza FOTO
Appartamento affidato in comodato all'Unione dei Comuni per la gestione della struttura

Tortoreto. Da un immobile appartenuto alla criminalità locale a luogo di accoglienza e protezione per le donne vittime di violenza.
Non è un semplice atto simbolico quello che si è perfezionato oggi, 3 febbraio, a Tortoreto (resort Il Parco sul Mare), per la firma del comodato d’uso dal Comune di Tortoreto, diventato nel frattempo proprietario dello stabile, e l’Unione dei Comuni della Val Vibrata che ne gestirà le funzionalità attraverso associazioni ed enti del terzo settore. Ma un segnoi tangibile della presenza dello stato e della rete nel mondo sociale.
Il tutto suggellato dalla consegna delle chiavi che segna l’avvio della seconda fase del progetto: quello della gestione di una casa per la semiautonomia per le donne con minori.
La giornata. La firma del comodato d’uso è stata caratterizzata dalla presenza di diverse autorità. Dal sindaco Domenico Piccioni, che ha sottolineato il percorso legato alla progettualità, dal prefetto Fabrizio Stelo, dall’assessore regionale Umberto D’Annuntiis e dalla presidente dell’Unione dei Comuni Val Vibrata, Cristina Di Pietro, che nella sostanza gestirà attraverso le rete dei servizi sociali la casa di semiautonomia, nella progettualità illustrata da Domenico Di Emilio (responsabile dell’area servizi sociali) e da Simona Antonini (assistente sociale e referente del progetto).
Come si sviluppa. L’immobile dapprima confiscato alla criminalità organizzata e poi assegnato al Comune dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e dei beni sequestrati alla criminalità si trova in una zona periferica della cittadina. Si compone di circa 140 metri quadrati e potrà ospitare fino a sei persone. Sistemazioni temporanee come prevede la congettura di casa di semiautonomia.
E il progetto è figlio di un percorso che ha visto collaborare, in maniera continua, tanti attori. Alla cerimonia presenti anche le autorità civili e militari del comprensorio e anche diversi tra sindaci e amministratori della Val Vibrata.
Il Comune di Tortoreto, che ne ha chiesto e ottenuto l’assegnazione, ha effettuato importanti lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’edificio, per
restituirlo alla comunità per finalità sociali. La gestione concreta dell’immobile è ora
affidata all’Unione dei Comuni “Città Territorio Val Vibrata”, grazie al contratto di
comodato d’uso decennale.
“L’iniziativa rappresenta un momento di alto valore sociale: lo Stato colpisce la criminalità organizzata nel suo punto più sensibile, il patrimonio, e trasforma quei beni, un tempo frutto di attività illecite, in strumenti di solidarietà e tutela delle persone più fragili.
Simbolicamente rappresenta lo Stato che vince sulla criminalità e,
concretamente, è un prezioso strumento con il quale le Istituzioni possono avere un
impatto reale e positivo sul territorio.
Il Prefetto. “Ringrazio tutte le Istituzioni che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato. Questo immobile, un tempo simbolo di illegalità, diventa oggi un luogo di solidarietà, accoglienza e protezione. È la dimostrazione concreta che la legalità non è un concetto astratto, bensì una forza capace di creare opportunità e riaffermare la presenza delle istituzioni sul territorio”.
Angela Recinella (consigliera comunale delega pari opportunità).La giornata di oggi, onorata dalla presenza delle massime cariche civili e militari, rappresenta un momento di altissimo valore istituzionale per la nostra comunità. Come consigliera alle Pari Opportunità, mi sono fatta promotrice di questa visione affinché un bene confiscato alla criminalità venisse restituito alla collettività come presidio di libertà. Vedere questo progetto diventare realtà è un atto concreto con cui lo Stato e le istituzioni riaffermano la loro presenza accanto alle donne. Abbiamo trasformato un luogo d’ombra in un porto sicuro: da oggi, ogni donna che cercherà protezione saprà che non è sola e che le istituzioni sono al suo fianco per rendere la libertà di nuovo possibile”.






