Ospedale Val Vibrata: il tavolo urgente, a sorpresa, lo convoca la Provincia
I sindaci dell'Unione convocati dal presidente D'Angelo per parlare di sanità

Val Vibrata. Il tavolo urgente sulla sanità in Val Vibrata, e sulle preoccupazioni che ruotano attorno all’ospedale di Sant’Omero, non lo convoca la Regione, così come richiesto dai sindaci dell’Unione.
Ma la convocazione, quasi a sorpresa, arriva dalla Provincia di Teramo. Dal presidente Camillo D’Angelo, che ha indetto una riunione per il prossimo 5 febbraio, in Provincia, a Teramo, i sindaci dei 12 comuni della Val Vibrata e i rappresentanti del Comitato civico Val Vibrata.
La convocazione, destinata a generare delle innegabili riflessioni, appare sicuramente sorprendente, almeno sotto alcuni aspetti.
Poco più di due settimane fa, infatti, l’Unione dei Comuni nella sua totalità (presidente e sindaci aderenti alla Città Territorio) avevano avuto una riunione urgente sul tema legato all’atto aziendale della Asl, manifestando preoccupazioni su alcune strategie legate all’ospedale Val Vibrata e alla sanità territoriale. Chiedendo anche, in maniera congiunta, un tavolo alla Regione per confrontarsi su questi argomenti.
Il tavolo regionale, al momento, non è stato convocato e la richiesta dei sindaci è ancora nel limbo.
Parallelamente è arrivata la convocazione del Presidente della Provincia: Ente che almeno in linea teorica non ha competenze dirette in maniera di sanità.
“Le preoccupazioni da voi espresse meritano il massimo approfondimento”, scrive D’Angelo nella nota inviata ad ogni singolo sindaco e al Comitato, “e una sede di confronto adeguata. La Provincia, nel suo ruolo di ente di raccordo tra i Comuni e la Regione, ritiene
fondamentale favorire un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte.
Per tali ragioni, accolgo la vostra richiesta e convoco un tavolo di discussione con i rappresentanti dei Comuni della Val Vibrata e del Comitato.
L’incontro sarà un’occasione utile per condividere analisi, istanze e proposte, con l’obiettivo di contrastare il progressivo indebolimento dei servizi sanitari nel bacino teramano e di individuare azioni comuni da rappresentare alle autorità competenti”.



