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Pescara

Pescara, il Capo della Polizia incontra i sindacati

Tra i temi più discussi, la carenza di personale

Pescara. Lo scorso 16 gennaio, il Capo della Polizia Prefetto Vittorio Pisani, ha incontrato i segretari Provinciali delle Organizzazioni Sindacali.

 

Tanti i temi di interesse nazionale e locali che sono stati affrontati, in primis la grave carenza di personale che “ormai da un decennio pesa sulle articolazioni di Polizia di tutta la provincia di Pescara”, esordisce la nota dei sindacati.

“Sul punto”, spiega il segretario provinciale Siap, Carlo Ferri, “il Capo della Polizia ha riferito di un gruppo di lavoro dipartimentale che sta elaborando un documento nel quale saranno dettagliatamente illustrate le effettive esigenze delle Questure e degli uffici di Polizia dislocati su tutto il territorio nazionale considerando anche l’effettiva circolazione di persone dovuta alla presenza di università, fabbriche, centri commerciali, attrazioni turistiche ecc… che rappresenta un gran numero di persone che stanzia nel territorio ma di fatto è residente in altre province”. I sindacati hanno ribadito che “Pescara è di fatto il “Capoluogo d’Abruzzo” per la presenza di tutte le precedenti illustrate condizioni, e anche per la particolare conformità del territorio che va da abbracciare comuni di rilievo come Montesilvano, Francavilla al Mare e Silvi. Tale situazione è stata rappresentata congiuntamente da tutte le O.S. già ai due precedenti prefetti ma nulla è cambiato”.

Relativamente all’eventuale apertura del commissariato di Montesilvano, il Capo della Polizia ha rappresentato che per tale ufficio vi sono difficoltà strutturali e lunghi iter legislativi, ma attraverso le ultime modifiche che verranno apportate al Pacchetto Sicurezza, i Questori avranno la possibilità di chiedere direttamente l’apertura di Posti Fissi di Polizia (con l’assegnazione di personale a carico del Dipartimento) per situazioni di particolare rilievo, come località di ampio interesse commerciale, turistiche, universitarie, ecc… Ha evidenziato che vi è in corso lo studio di una riorganizzazione (chiusure e nuove aperture) dei Reparti Prevenzione Crimine, in modo da rendere le attività di Polizia svolte da tale articolazione più fruibili per i territori ove vengono generalmente impiegati”.

Sempre in merito alla carenza di personale, i sindacati hanno evidenziato che “sarebbe opportuno rivedere i criteri di aggregazione per i grandi eventi, in quanto vengono richieste, a titolo di esempio, 6 persone a grandi Questure come Milano, Roma e Bologna e, in assoluta sproporzione, 3 persone a Questure minori come Pescara. Ciò grava pesantemente sui carichi di lavoro del personale tanto che, è già capitato di dover togliere una volante (di due) dal territorio per inviare il richiesto personale”. Sono state chieste delucidazioni anche “sull’assegnazione di Funzionari e Dirigenti, illustrando anche in questo caso la grave carenza che attanaglia gli uffici della Questura e le altre articolazioni, emblematico il caso del Compartimento di Polizia Postale di Pescara che è orami senza dirigente da quasi un anno”. Su questo punto il Capo della Polizia ha riferito che “nel prossimo mese di luglio ci sarà l’innesto di 270 nuovi funzionari che andranno a coprire i tanti posti vacanti, ma non è stato fatto riferimento su quanti ne saranno destinati alla nostra Provincia”.

Tra le croniche carenze di personale nella provincia di Pescara, il SIAP ha portato sul tavolo anche il tema della Scuola Controllo del Territorio, “che ormai da anni è sede di formazione per i nuovi Allievi Agenti, e dove si riesce a portare a termine i corsi solo grazie alla duttilità del personale esterno con qualifica da istruttore, che si divide tra l’attività d’insegnamento la mattina e l’attività ordinaria di Polizia (Uffici Investigativi, Controllo del territorio, Uffici Amministrativi ecc..) il pomeriggio. Su questo tema il Capo della Polizia ha riferito che vi sono poche richieste di partecipazione ai corsi di formazione da Istruttore e, sul punto, questa O.S. ha evidenziato che tale disinteresse va ricercato, tra le altre cose, nell’assenza di adeguate indennità rispetto al fondamentale compito di formazione e specializzazione del personale di Polizia assunto dagli Istruttori”.

E ancora: “È evidente agli occhi di tutti che le priorità Politiche e Dipartimentali sono rivolte in altre direzioni, lasciando la sicurezza della città di Pescara in secondo piano e gravandone l’onere sugli esigui numeri di personale rimasto. È evidente che il tanto sbandierato piano di potenziamento è stato un fallimento colossale. L’assegnazione di 18 uomini suddivisi per le varie articolazioni di Polizia della Provincia che ne ha persi nel corso dell’anno 2025 più di 40 è inconcepibile. Un potenziamento, di norma, parte da una base consolidata a cui si vanno ad aggiungere risorse e non deve essere un tentativo di recuperare un dato già negativo da anni rispetto al previsto organico della declassata Questura di Pescara indicato nell’atto ordinativo unico. La verità è che tutte le precedenti interlocuzioni e le formali segnalazioni delle rappresentate criticità sulla sicurezza della provincia di Pescara, susseguitesi nel corso degli anni sia dalla parte politica che istituzionale, sono rimaste inascoltate”.

Il Capo della Polizia è stato invitato a rivalutare l’attuale classificazione della Questura, potendo ad oggi avvalersi anche dell’ex Prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo.

In considerazione degli ultimi episodi di cronaca che hanno riguardato la città di Pescara e la sua Provincia, i sindacati ritengono che “la Sicurezza dei cittadini non può essere demandata alla dedizione e alla professionalità dei pochi poliziotti in servizio che si ritrovano a compensare, ormai da anni, le gravi carenze di personale. Pertanto, se non arriveranno a breve fatti concreti, ci si riserva di mettere in atto tutte le consentite prerogative a salvaguardia delle donne e gli uomini della Polizia di Stato finalizzate a garantire il giusto livello di sicurezza che deve essere costituzionalmente garantito a tutti i cittadini”.

 

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