Gatti: “Da D’Alberto solo fuffa, presto altri dieci milioni di euro per nuovo ospedale”
Durissima replica del presidente della V Commissione

“Leggo con poca sorpresa e crescente amarezza, l’ennesimo inutile comunicato del sindaco di Teramo, che abbozza un accenno di polemica politica, accusandoci di essere protagonisti di un “teatrino” politico attorno agli atti aziendali delle ASL e, più in generale, alla programmazione sanitaria regionale. Un copione ormai noto. D’Alberto, essendo uomo di pochissimi fatti, continua a costruire castelli di parole. E di fuffa“.
Lo dice Paolo Gatti, presidente della V Commissione della Regione Abruzzo.
“Se davvero il sindaco avesse avuto a cuore la chiarezza — invece di impiegare il proprio tempo a diffondere accuse e ricostruzioni fantasiose — gli sarebbe bastata una semplice telefonata ai “suoi” consiglieri regionali, per scoprire che mentre faceva esercizio di parole, per scrivere il suo lungo e inutile comunicato, si riuniva la Quinta Commissione del Consiglio regionale, alla presenza dell’assessore Verì e del Capo dipartimento Odio, nel corso della quale sono stati affrontati nel merito numerosi temi, a partire dall’andamento dei conti del sistema sanitario abruzzese, che ci offre la prospettiva di un disavanzo 2025 che risulta — ad oggi — notevolmente inferiore rispetto al 2024. Numeri che auspichiamo vengano confermati, ma che già oggi rappresentano una notizia importante, concreta, verificabile. Altro che “confusione”, altro che “teatrini”, questi sono fatti, ignoti ovviamente a chi preferisce la propaganda dei comunicati inutili. Inutili e volutamente pensati per diffondere il caos, come nel caso dell’atto aziendale della Asl di Teramo, sul quale D’Alberto ci offre la rivelazione di scenari disastrosi, fatti di “bocciature”, di rilievi “drammatici” dell’Agenzia sanitaria, di penalizzazione per la provincia di Teramo. Ovviamente, è tutta fuffa”.
Per Gatti, “La realtà, è molto più semplice: non c’è alcun atto approvato e non c’è alcun atto bocciato. Gli atti aziendali, come stabilito chiaramente dalla deliberazione della giunta, e dall’iter amministrativo ivi previsto, saranno valutati e approvati tutti insieme, di concerto tra Agenzia sanitaria regionale e Dipartimento competente. È normale che servano ancora delle settimane. È l’ordinario funzionamento delle Istituzioni, e D’Alberto dovrebbe saperlo, ma forse l’ha dimenticato, essendo fino a ieri distratto da impegni molto più importanti, quali la tombola finale del costosissimo Natale Teramano. Chi continua ad alimentare il “terrore” sull’atto aziendale, o non conosce gli atti amministrativi — ed è grave — oppure li conosce e mente sapendo di mentire — ed è peggio. In entrambi i casi, non è accettabile che si faccia disinformazione su un tema delicato come la sanità. Come sul nuovo ospedale di Teramo, argomento sul quale il sindaco torna di nuovo a fare il mestiere che gli riesce meglio: insinuare dubbi, agitare paure e scaricare responsabilità. Eppure, anche qui servirebbe un atteggiamento serio: stiamo lavorando per garantire risorse e coperture, e nelle prossime settimane, sempre se non sarò costretto a perdere altro tempo nel rispondere alle banalità di D’Alberto, spero di poter annunciare l’arrivo di ulteriori 10 milioni di finanziamento, che si aggiungono ai 120 già destinati e che ci consentiranno di avviare le procedure per il primo lotto. Soldi veri, non “intercettati” con un prestito come ha fatto recentemente il sindaco di Teramo”.
E infine: “Le chiacchiere non finanziano un ospedale. Il lavoro sì. E a proposito di ospedali, D’Alberto rilancia la questione del “secondo livello”, come se bastasse un comunicato per cambiare norme nazionali. La verità è un’altra, ed è molto chiara: ad oggi la legislazione vigente prevede criteri e un numero definito di ospedali di secondo livello, ma mentre noi auspichiamo con qualche fondamento che il quadro normativo venga aggiornato, gradiremmo sapere dal Partito Democratico dove li vuole gli ospedali di secondo livello. Perché il PD di Chieti lo rivendica a Chieti, quello dell’Aquila lo pretende all’Aquila quello di Pescara a Pescara e quello di Teramo lo chiede a Teramo. Peccato che, a legislazione vigente, i numeri non tornino. Si mettano d’accordo, e ci facciano sapere quale scelta intendono sostenere e con quali criteri. Altrimenti siamo davanti alla solita operazione: molta retorica, zero responsabilità. Prendano esempio dal consigliere Sandro Mariani, che in Commissione ha invitato proprio oggi a non strumentalizzare la sanità. Ed è esattamente ciò che il sindaco dovrebbe smettere di fare. Immagino però, che viva il tema sanità col rancore di chi, da presidente – non rieletto – del comitato ristretto dei sindaci della Asl, si fece riconoscere nell’ultimo anno del suo mandato per una sola azione: non aver mai convocato quel Comitato. Non aveva avuto tempo, era troppo impegnato nel distribuire contributi ad associazioni e comitati per feste e festicciole”.



