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Nuove strutture ricettive a Prato Selva: l’idea

Mercoledì con l'ufficiale giudiziario ci sarà la consegna di ciò che resta degli impianti

La stazione sciistica di Prato Selva è all’abbandono da ormai più di dieci anni. 

Strettamente connessa ai problemi giudiziari di Prati di Tivo, gli impianti sono praticamente da rifare: la seggiovia dell’Abetone è a fine vita tecnica, mentre l’impianto della Ginestra ha subito atti vandalici, per non parlare di albergo e rifugio. Una stazione, insomma, in cui c’è poco da salvare ma tanto da investire per la bellezza del luogo e le potenzialità che avrebbe il territorio.

Mercoledì mattina Provincia e Gst saranno a Prato Selva con l’ufficiale giudiziario per bissare quanto avvenuto ai Prati di Tivo qualche giorno fa, ovvero la riconsegna coatta degli impianti da parte dell’ex gestore e custode Marco Finori che, per i Prati di Tivo, si è però rifiutato di consegnare le chiavi. 

Da capire se si ripeterà la stessa scena anche a Fano Adriano.

L’ufficiale giudiziario rilascerà al termine il verbale della doppia riconsegna e la Provincia potrà poi dare seguito alla volontà di rivolgersi in procura per denunciare la scomparsa delle certificazioni degli impianti di Prati di Tivo. Non è esclusa una conferenza stampa nella giornata di giovedì, ma intanto nell’ente si fa strada un’idea: con i circa tre milioni di euro di fondi sisma non puntare sulla realizzazione di nuovi impianti a Prato Selva, piuttosto rendere la stazione una località con diverse strutture ricettive, connesse ai Prati di Tivo.

Una valutazione che verrà approfondita nelle prossime settimane.

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