Trasporto pubblico, residenze cancellate e bus fatiscenti: i sindacati contestano Tua con foto e fatti

Abruzzo. Le dichiarazioni del Direttore Generale di TUA, costruite nel tentativo di sminuire le gravi inadempienze aziendali hanno indignato le Segreterie di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FAISA CISAL: “un insulto alla dignità dei lavoratori che rappresentiamo e che sono circa 800 dei 1300 dipendenti in tutti i settori ed in tutta la Regione” chiosano in maniera unitaria Di Eugenio, Mascitti, Marcotullio e Lizzi “avremmo preferito evitare ma ora siamo davvero curiosi di come si possa ancora negare anche l’evidenza”.
Nessuna residenza Soppressa?
La scure di TUA si è abbattuta violentemente sulle aree interne dell’Abruzzo, cancellando definitivamente le residenze di lavoro storiche. Parliamo di un colpo letale per l’occupazione locale: Gissi (3 turni), Atessa (5), Altino (2), Ateleta (3), Pizzoferrato (4),
Scafa (6), Serramonacesca (4) e Secinaro (6). A questo si aggiunge l’emorragia dei sub-affidamenti che coinvolge centri vitali come Scanno (3), Castel Del Monte (3), Pescasseroli (6), Scoppito (1), Navelli (3), Rocca S. Maria e Pietracamela, solo per citarne alcune, che sono state cedute a privati nelle sub-concessioni.
Questa scelta sradica decine di famiglie, costrette al trasferimento forzato, e sottrae ai piccoli comuni montani e dell’entroterra quei presidi occupazionali stabili che non verranno mai rimpiazzati. È un paradosso inaccettabile: mentre la politica regionale si riempie la bocca con i piani di contrasto allo spopolamento, l’azienda pubblica di trasporti agisce come un rullo compressore che desertifica il territorio.
TUA sta sostituendo il lavoro dignitoso con la precarietà estrema dei sub-affidamenti, dove i lavoratori, spesso privi di tutele contrattuali nazionali fondamentali come il riconoscimento delle diarie, si ritrovano senza garanzie per il futuro e senza alcuna sostenibilità economica per restare a vivere in quei paesi che oggi la gestione aziendale contribuisce a svuotare.
Mancati controlli sui sub-affidamenti
Senza tornare troppo indietro, nel mese di ottobre a Civitella del Tronto un mezzo ha perso la ruota posteriore, finita nei campi: solo un intervento divino ha evitato il peggio (Allegato 1). Oggi quel servizio è affidato alla stessa ditta che opera con un autobus
MyWay immatricolato tra il 1999 e il 2007, un mezzo altamente inquinante Euro 3 (Allegato 2).
Un altro esempio emblematico è sulla Torricella Peligna – Pescara, laddove opera un mezzo meno anziano ma privo di obliteratrice, rendendo impossibile timbrare i biglietti, e senza indicatori di percorso. Questa è la realtà dei fatti che smentisce la narrazione aziendale: tra mezzi che perdono pezzi, bus obsoleti e strumentazioni mancanti, evasione tariffaria consentita, la sicurezza e l’efficienza sono solo un lontano ricordo per
gli utenti delle aree interne.
Parco mezzi TUA
L’affidamento in House attraverso l’incrocio di risorse dovrebbe garantire la sostenibilità economica del trasporto nelle aree a scarsa frequentazione con i ricavi da traffico (biglietti) da linee ad alta frequentazione, documentiamo un esempio di mezzo
all’avanguardia matricola 8063 in servizio ieri 12 gennaio sulla linea 38 senza obliteratrice: tutti gratis per un giorno, ma purtroppo è solo una delle tante. (allegato4)
Nel settore ferroviario non va meglio oltre ai noti problemi di organico un esempio di programmazione: TUA acquistò nel 2022 treni a 4 casse quindi più lunghi dell’officina di oltre 20 metri che oltre a costringere gli operatori a fare manutenzione un pezzo alla volta ed a porte aperte non permette di alzarli per la revisione degli assi. Nonostante le misure erano note dall’acquisto ad oggi la situazione è ancora “fuori portata”.
Personale
I numeri del declino sono impietosi e inchiodano la gestione Di Max Pasquale. TUA nel 2019 garantiva servizi per 31.581.384km con 1585 dipendenti di cui circa 980 viaggiante ed oltre 260 operai, il minimo storico fu a fine 2021 con 1299 dipendenti per circa 27 milioni di KM di cui 868 viaggiante (autisti, macchinisti e capotreni) poi nonostante ulteriori sub-affidamenti, oggi invece TUA esercita circa 24.000.000 di km con 1347 dipendenti di cui solo 826 autisti, 48 viaggiante e manovra ferro, con soli 112 operai della manutenzione (officine gomma 84, officina ferro 14 e infrastrutture ferro 14) e ci ha dichiarato soli 222 impiegati: mancano però 142 dipendenti all’appello da ricercare negli uffici amministrativi.
Oggi per evitare
l’imbarazzo TUA semplifica le distinzioni del personale sul bilancio (allegato 7) e per provare a rimediare la società pubblica sta provando a “incentivare” amministrativi anziani
attraverso “trasferimenti di quadri per riorganizzazione” (es. da L’Aquila a Pescara) o
magari prospettando il peggio in un brindisi di fine anno.
Amministrazione quasi trasparente
Probabilmente per lo stesso imbarazzo TUA dimentica di dichiarare i compensi per i dirigenti nei bilanci degli ultimi 2 anni: esattamente da quando sono state elargite regalie a dirigenti e quadri cucite ad personam in maniera unilaterale non prevedibili da Contratto
Nazionale ed in ulteriore violazione degli accordi aziendali, gli stessi accordi che avrebbero tutelato i lavoratori per il cui mancato rispetto sono aperte oggi 4 vertenze; quindi non va tutto proprio come il DG TUA ha provato a riferire.
Per rimanere nel settore gomma: la toppa è stata decisamente peggio del buco.
Il Direttore Generale, Max Di Pasquale, ha perso un’ottima occasione per tacere. È tempo che dica finalmente la verità alla Regione Abruzzo e alla collettività tutta, spiegando come si sia potuti arrivare a un declino così profondo proprio a partire dal
2019, anno del suo insediamento ai vertici dell’azienda.
Le segreterie Regionali confermano l’avanzamento in seconda fase della vertenza che vedrà l’immediato coinvolgimento del Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino.
Non si può più tollerare una gestione che ignora la sicurezza stradale, calpesta i diritti dei lavoratori e abbandona le aree interne: la mobilitazione continuerà con fermezza finché non verranno ripristinate legalità contrattuale e dignità del servizio.







